Tre ginecologi, un anestesista e un neonatologo indagati per omicidio colposo
Ancora una volta le cartelle cliniche dell'ospedale San Giovanni di Dio di Crotone finiscono in Procura, per un'indagine aperta a carico di 5 medici del nosocomio crotonese. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone ha infatti iscritto nel registro degli indagati 5 medici con l'accusa di omicidio colposo in relazione al parto della 27enne Caterina Forciniti che ha dato alla luce un bimbo già morto con un parto cesareo eseguito nella notte tra lunedì e martedì scorsi. I medici iscritti nel registro degli indagati, e già sentiti dagli inquirenti, sono : i ginecologi di reparto Vincenzo Crea di 54 anni, Vittorio Iozzi di anni 60, Domenico Galea di anni 53, Giovanni Cosco anestesista di 31 anni e Luigi Mesuraca neonatologo di 50 anni.
La stessa Procura ha disposto l'autopsia sul corpo del bimbo, che sarà eseguita venerdì prossimo dal medico legale Giulio Di Mizio del Policlinico universitario di Catanzaro. Qualche giorno prima Caterina Forciniti, 27 enne di Strongoli al nono mese di gravidanza si era recata presso l'ospedale civile di Crotone per i relativi controlli pre parto. Dal tracciato eseguito nel reparto di ginecologia si evidenziava un rallentamento del battito cardiaco del bambino, ma la ragazza sarebbe stata rimandata a casa senza nessuna particolare attenzione. La cosa si sarebbe ripetuta per una seconda volta, e per una seconda volta la ragazza di Strongoli sarebbe stata invitata a tornare tranquilla a casa. Nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio scorsi, la donna arriva presso l'ospedale crotonese con forti dolori addominali, dall'ennesimo tracciato eseguito nel reparto di ginecologia non si coglie più il battito del bimbo. A quel punto, quando il dramma era nell'aria, i medici di turno del nosocomio crotonese hanno eseguito il parto cesareo, che ha confermato il bimbo morto con il cordone ombelicale girato per 3 volte intorno al collo. I familiari di Caterina Forciniti ritengono che ci sia stata troppa leggerezza da parte di medici e dei sanitari. E che forse un immediato intervento già al primo tracciato un po anomalo, avrebbe potuto salvare la vita del piccolo. Dietro regolare denuncia sporta dai familiari della donna, la Procura di Crotone ha iscritto nel registro degli indagati i 5 medici che nei vari momenti della vicenda hanno avuto in cura Caterina Forciniti ed il suo bimbo.


