Manfreda è stato raggiunto da 3 colpi di fucile caricato a pallettoni
Omicidio di stampo mafioso a Petilia Policastro. Un uomo di 47 anni, Vincenzo Manfreda, è stato assassinato a Petilia Policastro. Raggiunto da tre colpi di fucile caricato a pallettoni, è stato sorpreso mentre si accingeva a lasciare un appezzamento di terreno di cui era proprietario in località Chianette e su cui, secondo quanto si apprende, aveva progettato di far nascere un maneggio. A ritrovare il corpo senza vita di Manfreda, pregiudicato e ritenuto dagli inquirenti uno tra i personaggi di maggior spicco dei clan del Crotonese, sono stati due operai ed un fratello, preoccupato dal suo mancato rientro ieri sera presso l’abitazione.
Proprio stamattina i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno avviato le ricerche di Vincenzo Manfreda, e intorno alle 8 è avvenuto il rinvenimento del cadavere, trovato riverso vicino alla Fiat Freemont di sua proprietà. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro ed i colleghi del Comando provinciale di Crotone, che hanno dato avvio alle indagini. Gli inquirenti non escludono ovviamente nessuna pista, accreditando però l'ipotesi che l'omicidio possa ricondursi agli ambienti della criminalità organizzata. Vincenzo Manfreda, era difatto ritenuto il reggente della locale cosca di ndrangheta. Manfreda era cugino dell'omonimo Vincenzo Manfreda, 36 anni ed ex guardiano di Villaggio Palumbo, arrestato nel luglio scorso nell’ambito dell’operazione antidroga 'Vicolo Stretto' che ha riguardato i comuni di Petilia Policastro, Cotronei e Mesoraca. La vittima era stata implicata nell'operazione Mala Erba, del 23 marzo 2010. Ben noto alle forze dell'ordine, Vincenzo Manfreda era stato arrestato diversi anni fa con l'accusa di aver fatto parte del commando che tese un agguato a due poliziotti nella stessa frazione Foresta di Petilia Policastro. Nel 1993 l’uomo, nato a Mesoraca, ma da anni trasferitosi nella frazione Foresta di Petilia Policatro, era stato protagonista di un conflitto a fuoco con agenti di Polizia e per questo era stato condannato. Sulla scorta dei primi accertamenti effettuati dagli investigatori sulla scena del crimine, l’omicidio dovrebbe essere stato commesso, con ogni probabilità, nel corso della notte. I tre colpi di fucile caricato a pallettoni lo hanno colpito, da dietro, ad un braccio, alle spalle ed alla testa.


