Le accuse contestate vanno dall'associazione mafiosa, estorsione e usura
Vasta operazione congiunta tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza di Lamezia Terme che hanno dato esecuzione all’alba di oggi a 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'operazione denominata Medusa, contro presunti boss e affiliati del clan Giampà di Lamezia Terme. Trentaquattro le persone finite in manette con le accuse di associazione mafiosa, armi, danneggiamento, favoreggiamento, estorsione ed usura.
Al centro dell’inchiesta una serie di atti intimidatori di cui sono stati vittime commercianti ed imprenditori del lametino. La gestione dell’organizzazione criminale, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, era affidata ad un gruppo ristretto di membri della cosca, nel cui ambito ricoprivano un incarico delicato tre donne che fungevano da collante tra le decisioni assunte dai capi detenuti e gli accoliti in stato di libertà garantendo, mediante i colloqui, la circolarità delle informazioni e delle disposizioni tra i partecipi all’associazione. L’operazione Medusa ha visto l’impegno di 100 Carabinieri, 60 militari della Guardia di Finanza e 120 agenti di Polizia di Stato. Nell’ambito dell’operazione Medusa condotta contro la cosca Giampà di Lamezia Terme sono stati arrestati Francesco Giampà, conosciuto come “U Professore” e considerato il boss dell’omonimo clan, 54 anni; Pasquale Giampà, noto come “Mille lire”, 48 anni; Giuseppe Giampà, soprannominato “capu randi”, 32 anni; Vincenzo Giampà, alias “Enzo”, 42 anni; Domenico Giampà, detto “Buccacciello”, 31 anni; Aldo Notarianni noto come “Piluosci”, 47 anni; Aurelio Notarianni conosciuto come “Pilousci”, 49 anni; Maurizio Molinaro, 29 anni; Domenico Chirico, alias “U batteru”, 30 anni; Giuseppe Cappello, 27 anni, tutti lametini; Antonio Voci, 44 anni, di Sellia Marina; Vincenzo Bonaddio, 28 anni, di Soveria Mannelli; Vincenzo Arcieri, 52 anni; Vincenzo Giampà detto “Il camacio”, 44 anni; Giuseppina Giampà 41 anni; Vanessa Giampà, 23 anni; Pasqualina Bonaddio, moglie di Francesco Giampà, 50 anni; Alessandro Torcasio noto come soprannominato “Cavallo”, 29 anni; Pasquale Catroppa, 25 anni; Antonio Notarianni, 50 anni; Giovanni Notarianni, detto Gianluca, 41 anni; Rosario Notarianni, 56 anni; Luigi Notarianni, 20 anni; Saverio Giampà, 25 anni; Davide Giampà, 23 anni; Claudio Paola, 26 anni; Egidio Umberto Muraca, 32 anni; Nino Cerra, 21 anni; Francesco Angelo Paradiso, 26 anni; Roberto Gidari, 47 anni. Tutti reclusi in carcere. Agli arresti domiciliari, invece, sono stati ristretti, Francesca Teresa Meliadò, 26 anni; Domenico Chirico, 35 anni; Filadelfio Fedel, meglio noto come “Delfino”, 52 anni. Nel corso della confernza stampa di stamattina, il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, ha spiegato che: “C’è una profonda commistione tra la società dei professionisti e dei servizi e gli ambienti della criminalità organizzata di Lamezia Terme”. Il magistrato ha evidenziato che, durante le indagini, è stata “accertata la partecipazione di soggetti che operano nell’ambito delle professioni in diversi reati gravi, compreso quello dell’uso delle armi e non solo della detenzione”. Borrelli, inoltre, ha reso noto che l’inchiesta prosegue con l’intento di ” fare chiarezza sui rapporti tra la cosca Giampà, colpita con l’operazione di oggi, e la cosiddetta ‘zona grigia’. Prima dovevamo acquisire i risultati della zona nera”
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