Latitante dal '98 Polimeni è uomo di spicco della cosca Polimeni-Mazzagatti
I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, unitamente ai militari della Compagnia di Sellia Marina (CZ) e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Paola (CS) hanno arrestato nella tarda serata di ieri il il latitante Domenico Polimeni, 69 enne di Oppido Mamertina in provincia di Reggio Calabria. Polimeni, inserito nella lista dei latitanti pericolosi, era ricercato dal 1998 per scontare una condanna per omicidio ed associazione mafiosa.
L'uomo è ritenuto un elemento di spicco della cosca Polimeni-Mazzagatti di Oppido Mamertina. L'arresto è stato eseguito all'interno di un appartamento della periferia di Paola. Il latitante era in compagnia della moglie e delle due figlie maggiorenni. Nell'abitazione i carabinieri hanno trovato anche due pistole che sono state sequestrate. Polimeni e la moglie sono accusati anche di detenzione illegale di armi. Le due figlie invece sono state accusate per procurata inosservanza del provvedimento di cattura del latitante. Domenico Polimeni è ritenuto dagli inquirenti elemento di vertice della ndrangheta, nella sua articolazione territoriale della denominata cosca Polimeni-Mazzagatti, operante nel territorio di Oppido Mamertina (RC) e ricercato da oltre 15 anni, dall’esecuzione degli omicidi di Antonio Gugliotta, Antonio Gangemi e Angela Bonarrigo, avvenuti in data 11.08.1997, secondo l’accusa commessi materialmente da Polimeni e dal cognato Giuseppe Mazzagatti, classe 1932.
La caratura criminale di Polimeni era emersa in maniera evidente già nel corso delle indagini successive all’eccidio noto come la Strage di Oppido, avvenuta in data 08.05.1998, in cui rimasero uccisi il figlio Giovanni Polimeni e il nipote Vittorio Rustico. Nella circostanza, i killer fecero fuoco anche contro un'auto che transitava davanti alla macelleria del latitante, uccidendo il conducente Giuseppe Biccheri e la nipotina di otto anni e ferendo gravemente Francesca Biccheri, madre della bambina, ed il figlio di sette anni. Nell'agguato rimase ferito anche l’altro figlio del ricercato, Paolo, che si trovava anch’egli all’interno della macelleria gestita dalla famiglia Polimeni. La Strage di Oppido si inquadrava nella spietata e sanguinosa faida tra la cosca Polimeni-Mazzagatti da una parte e Zumbo-Gugliotta-Ferraro dall'altra. Dopo una tregua durata quasi 10 anni, nel 2011 si riaccende la faida di Oppido Mamertina tra le fazioni opposte della ndrangheta locale. Nell’ultimo anno sono stati consumati 5 tra omicidi e tentati omicidi che hanno lasciato una lunga scia di sangue nel territorio mamertino e solo negli ultimi 4 mesi sono stati uccisi Domenico Bonarrigo e Vincenzo Ferraro, sono scomparsi Francesco Raccosta e Carmine Putrino ed è stato ucciso Vincenzo Raccosta, padre di Francesco.
Dopo aver pedinato la moglie e la figlia di Domenico Polimeni, i carabinieri hanno raggiunto il covo del latitante, una villetta a tre piani, con due appartamenti per piano, ubicata abbastanza vicino al mare nel comune di Fiumefreddo Bruzio. Il latitante vi trascorreva qui le vacanze in estate da almeno 5 anni. I Carabinieri hanno seguito gli spostamenti della seconda figlia di Polimeni, che ha raggiunto i familiari portando inconsapevolmente i militari a stringere le manette ai polsi del padre. Al termine della perquisizione, sono state rinvenute 2 pistole automatiche clandestine con matricola abrasa, di cui una con il colpo in canna (CZ75 di fabbricazione Cecoslovacca cal. 9 luger e una Beretta mod. 950B cal. 6,35) e 4.100 euro in contanti. Al termine delle operazioni, sono state tratte in arresto la moglie insieme alle due figlie per il reato di procurata inosservanza di pena: Sara Diodati, nata a Giulianova (TE) il 29.04.1954; Fortunata, nata a Fiorenzuola d’Adda (PC) il 30.07.1978; Elisa, nata a Oppido Mamertina il 15.12.1982. Su disposizione del magistrato di turno della Procura di Paola, le tre donne sono state associate presso la Casa Circondariale di Castrovillari, in attesa del giudizio di convalida.
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