La Dda di Reggio Calabria decapita il clan Ruga-Leuzzi-Vallelonga
Alle prime ore di questa mattina, a conclusione di una complessa ed articolata attività d’indagine (avviata nell’ambito del procedimento penale nr. 3190/R.G.N.R. D.D.A.), i Carabinieri e personale della Polizia di Stato di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione a 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di presunti elementi di spicco della ndrangheta operante sul territorio della Provincia di Reggio Calabria.
In particolare nell'operazione Faida dei boschi sono stati arrestati presunti appartenenti all’articolazione territoriale denominata cosca Ruga-Leuzzi-Vallelonga, operante nel comprensorio di Monasterace e nella locale di Caulonia, nonché nei comuni limitrofi di Stilo, Riace e Stignano, indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione di armi da fuoco, omicidi, tentati omicidi, intestazioni fittizie di beni ed altro. Alcuni indagati sono, infatti, accusati di avere programmato, in concorso tra di loro, e dato esecuzione, con ruoli diversi, all’omicidio, commesso nel comune di Riace (RC) in data 27.09.2009, ai danni di Damiano Vallelunga, 52enne già denunciato per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, rapina e ritenuto il capo della omonima ndrina detta anche dei “Viperari”, operante nel comprensorio di Serra San Bruno nonché ad alcuni tentati omicidi tra i quali quello commesso nel comune di Monasterace (RC), in data 19.06.2010, nei confronti di Enzo Cavallaro.
Nello specifico, le ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti degli indagati, sono state eseguite dalla Polizia di Stato (per i primi 8) e dall’Arma dei Carabinieri (per gli altri 8) di Reggio Calabria:
Agostino Vallelonga, 39enne nato a Caulonia e residente a Fabrizia (VV) (figlio del defunto Giovanni);
Bruno Vallelonga, 42enne nato a Caulonia e residente in Monasterace (figlio del defunto Giovanni);
Luigi Vallelonga, 36enne nato a Caulonia (figlio del defunto Giovanni);
Piero Vallelonga, 40enne nato a Caulonia e residente a Stilo (figlio del defunto Giovanni);
Renato Comito, 59enne nato a Caulonia (cognato del defunto Vallelonga Giovanni);
Cosimo Franzè, 47enne nato a Locri e residente a Caulonia (genero del defunto Vallelonga Giovanni);
Vincenzo Franzè, 20enne nato a Locri e residente a Caulonia (figlio di Cosimo e di Vallelonga Antonietta);
Antonio Leuzzi, 27enne nato a Catanzaro e residente a Stignano (figlio di Cosimo Giuseppe).
Domenico Ruga, 35enne nato a Locri e residente a Monasterace;
Vincenzo Gallace, 65enne nato a Guardavalle, in atto detenuto;
Cosimo Giuseppe Leuzzi, 58enne nato a Stignano, in atto detenuto;
Cosimo Spatari, 51enne nato a Mammola e residente a Placanica, domiciliato a Riace;
Luca Spatari, 27enne nato a Siderno e residente in Riace (figlio di Cosimo);
Angelo Natale Misiti, 42enne nato a Locri e residente a Stignano;
Salvatore Papaleo, 40enne nato a Monasterace;
Andrea Sotira, 34enne nato a Moncalieri (TO) e residente a Stignano;
L’attività investigativa in parola ha permesso di registrare l’insorgenza improvvisa, a partire dalla seconda metà dell’anno 2009, di una escalation di eventi sanguinosi particolarmente allarmanti che ha trovato il suo momento iniziale nell’omicidio di Damiano Vallelunga. Successivamente all’omicidio del “boss dei viperari” Damiano Vallelunga si sono, infatti, verificati, nei territori a cavallo delle province di Reggio Calabria e Catanzaro una serie di omicidi che hanno coinvolto, con alternanza, i contrapposti cartelli criminali, prova evidente che gli omicidi erano la conseguenza dello scatenarsi di una sanguinosa faida apertasi proprio con l’eliminazione di Damiano Vallelunga. Le indagini congiuntamente condotte dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri si sono avvalse di mirate attività d’intercettazione intraprese massicciamente a carico dei familiari e dei soggetti, comunque, vicini a Giovanni Vallelunga cl. 48, il secondo dei morti eccellenti di tale faida, accompagnata da significativa raccordata attività di controllo sul territorio nonché della collaborazione con la Giustizia di Antonio Belnome, affiliato alla “Locale” di Seregno in Lombardia e riconosciuto killer dell’omicidio, commesso il 14.07.2008, in localita San Vittore Olona, nei confronti di Carmelo Novella, capo della “Lombardia” e ai vertici della “Locale” di Guardavalle (CZ).
Le propalazioni del collaboratore di Giustizia Belnome, puntualmente riscontrate dagli uffici investigativi, hanno fornito utili elementi sulla composizione soggettiva della struttura criminale Ruga-Leuzzi-Vallelonga sull’identificazione dei responsabili materiali e morali di alcuni degli episodi di sangue. Inoltre alle dichiarazioni di Belnome si sono aggiunte anche quelle di un secondo collaboratore di Giustizia, Michael Panajia.
In altre parole, gli organi inquirenti hanno fatto piena luce sulla cd. “Faida dei Boschi” che ha visto fronteggiarsi agguerrite organizzazioni ‘ndranghetistiche attive nel territorio dell’alto versante jonico della provincia di Reggio Calabria ed, in particolare nel comprensorio dei comuni di Stilo, Caulonia, Riace, Monasterace e Stignano, tutti comuni tra di loro confinanti, territori tristemente noti alle vicende giudiziarie, perché da decenni sottomessi al controllo della criminalità organizzata che ha perpetrato, nel tempo, ogni genere di reati, dai sequestri di persona alle estorsioni, dal traffico di sostanze stupefacenti all’infiltrazione ed al controllo degli appalti pubblici, dando vita a più riprese, in ragione dell’esigenza di predominio sul territorio, a vere e proprie faide, che hanno coinvolto intere generazioni e dalle quali sono scaturiti numerosi omicidi.
Nei territori d’influenza della cd. “Faida dei Boschi” si è assistito, inoltre, alla perpetrazione di atti intimidatori consumati in pregiudizio di Sindaci e Amministratori locali dei Comuni interessati, indicatori dell’intento dell’organizzazione mafiosa di imporre la propria presenza all’interno della pubblica amministrazione con il fine di condizionare la gestione della “res publica” e garantirsi, in tal modo, l’accaparramento di pubblici appalti e servizi.
Nel medesimo provvedimento, inoltre, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria hanno provveduto al sequestro preventivo di alcune imprese operanti nel settore dell’industria boschiva, dei lavori edili e della lavorazione e vendita di materiali inerti, attività economiche attraverso le quali gli indagati, direttamente e per interposta persona, conseguivano i propri illeciti profitti, rendendole le uniche in grado di operare nei rispettivi territori d’influenza per l’assorbimento di tutte le attività economiche che ivi si sviluppavano.
Si tratta, in particolare, delle seguenti imprese: Impresa individuale VALLELONGA Bruno (Caulonia (RC) 23.10.1968) con sede in Monasterace (RC) c.da Giardino nr. 25 ed unità locale in Caulonia (RC)- c.da Campoli Vipari nr.50 (REA nr. RC 109646); SPATARI S.r.l. unipersonale, sedente in Stignano (RC) – c.da Favaco s.n.c., amministratore unico SPATARI Luca (Siderno (RC) 31.10.1985) (REA nr. RC169044); Impresa individuale SPATARI Cosimo”(Mammola (RC) 26.09.1961) sedente in Placanica (RC) via San Tommaso (REA nr. RC101844).
Il valore di mercato delle ditte, oggetto del provvedimento di sequestro preventivo, e facenti capo a Bruno Vallelonga cl. 68, a Cosimo Spatari cl. 61 ed al figlio Luca Spatari cl. 85 si aggira intorno a circa 3 milioni di Euro. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria ed associati presso le locali case circondariali.
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