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Zona industriale: predisposto un piano per il recupero dell'area
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Voli Ryanair a Crotone: dopo gli alberi, tavolo tecnico per l'Atc
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Air Traffic Control: indispensabile per far decollare da Crotone la compagnia irlandese In una nota il presidente della Società di gestione dello scalo pitagorico informa che si è svolto un... Continua

 
Trivellazioni nel Mar Ionio: pericolo tsunami e rischio per i beni archeologici
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Presentate osservazioni contro le nuove ricerche di idrocarburi nel Mare Ionio Il Comitato "MEDITERRANEO NO TRIV" ha presentato osservazioni contro l'istanza D 79 della Enel Longanesi... Continua

 
Archiviata festa, ritorna la dura realtà. Scoppia un nuovo allarme ambientale
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In una nota Manuela Cimino richiama l'attenzione sulla presunta presenza di materiale radioattivo in mare All’ indomani della celebrazione più rappresentativa per la nostra città, ossia la festa... Continua

Giacimento Hera Lacinia : spunta un'autorizzazione della Provincia

Nel 2010 l'ente provinciale rilasciò il via libera alla società Ionica Gas

Quello che si sta verificando in questi giorni con l'ampliamento delle operazioni di estrazione di gas metano dai fondali del mare di Crotone è davvero straordinario. Dalla lettura dell'intero Decreto 398/2011, con il quale il Ministero dell'Ambiente, di concerto con il Ministero dei Beni Culturali, ha rilasciato all'Eni l'autorizzazione a trivellare, emergono retroscena interessanti e forse raccapriccianti. Anzitutto la natura dell'intervento. Perforazione in mare di un pozzo profondo 1.800 metri per 22 pollici di diametro. Collegamento del pozzo in mare con un pozzo sito in terraferma.

Costruzione e ampliamento in località Campione di un'area Living, smaltimento del materiale estratto dal fondale su terraferma, senza specificare dove, come e quando. Dal fondale saranno estratti fanghi misti ad idrocarburi, potenzialmente dannosi e forse cancerogeni. Straordinario è il comportamento tenuto dagli enti locali durante tutto l'iter procedurale che ha poi portato alla concessione. Dal silenzio assoluto della Regione Calabria, che non ha neanche fornito il parere più volte richiesto dal Ministero, alla totale latitanza del Comune di Crotone, che non si è nè visto e nè sentito. Le chicche arrivano però con le autorizzazioni rilasciate a Ionica Gas (Eni) per trivellare, e ritenute vincolanti dallo stesso Ministero dell'Ambiente. In data 26 marzo 2009 arriva il Nulla-Osta archeologico da parte della Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, che ritiene le operazioni elencate non pregiudizievoli per il Patrimonio archeologico di Capo Colonna. Il 9 maggio 2010 arriva l'Autorizzazione paesaggistica n° 14/2010 della Provincia di Crotone, che evidentemente non ritiene opportuno limitare le attività estrattive di Eni. Ancora più straordinario è il richiamo che il Ministero dell'Ambiente fa del D.Lgs 128/2010, il quale impedisce ogni forma di ricerca e coltivazione di idrocarburi all'interno di qualsivoglia area protetta e per una raggio di 12 miglia dal perimetro marino. Le evidenti contraddizioni in termini giuridici e giurisdizionali sull'effettiva e corretta interpretazione dello stesso Decreto, per cui quell'autorizzazione alla società Ionica Gas non poteva essere concessa, potrebbero essere oggetto d'interesse per la Magistratura competente. Ciò che appare comunque mortificante per i crotonesi è vedersi depredati e usurpati quotidianamente da un colosso mondiale come Eni, che depaupera il territorio producendo ricchezza per gli altri, il tutto nell'assoluto silenziio delle amministrazioni locali. In deroga ad ogni legge nazionale e comunitaria la società Eni viene autorizzata ad estrarre idrocarburi a due passi dall'Area marina di Capo Rizzuto, interessata da possenti fenomeni di erosione marina e subsidenza. Almeno si coinvolga l'Eni in un serio processo di recupero del territorio costiero, royalties a parte.

Scarica il Decreto 398/2011

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