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Il terrorista a Crotone: "rimanere in Italia per redimere gli infedeli"

L'iracheno arrestato per terrorismo intercettato mentre parla con la sorella: "a questi infedeli andrebbe tagliata la gola".

Non voleva tornare in patria per combattere la Jihad, ma restare in Italia per tagliare la gola agli infedeli che non si piegano ai voleri di Allah. Queste le intenzioni del 28enne iracheno ospite dello Spraar Sant'Anna di Capo Rizzuto.

Il terrorista è stato arrestato questa mattina dagli agenti della Squadra Mobile di Crotone in esecuzione di un'ordinanza emessa dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro che lo ritiene un soggetto violento e pericoloso, il cui obiettivo dichiarato era quello di fare proseliti all'interno dello stesso Centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto.

In carcere è finito H.A.H., nato in Iraq nel 1988, arrestato in relazione al delitto p. e p. agli artt. 414 comma 4 e 270 sexies c.p.; 1 D.L. 625/79 convertito in Legge 17/1980, ovvero per aver pubblicamente fatto apologia dello Stato Islamico, associazione con finalità di terrorismo internazionale, così istigando alla partecipazione alla medesima organizzazione terroristica internazionale ed alla perpetrazione di atti violenti con finalità terroristiche.

Il migrante iracheno era monitorato da tempo, perchè sin dal suo arrivo al Sant'Anna aveva cominciato a fare proselitismo. Si era fatto notare come "persona potenzialmente violenta e fortemente incline alle attività criminali", ma il vero allarme è scattato dopo l’attentato di Manchester, quando morirono 23 giovanissimi per mano di terroristi dell'Isis.

Il 28 enne iracheno rimase esaltato da quell'attacco terrorista, tanto da invitare gli ospiti del Centro ad emulare quelle azionii. Un segnale che ha indotto gli inquirenti ad accelerare i tempi dell’indagine. Per questo è stato intercettato, monitorato e seguito nel corso dei mesi dagli uomini della Digos di Crotone. Il terrorista iracheno non si limitava ad inneggiare regolarmente alla jihad o alle azioni dell’Isis sui social network, ma perseguiva un vero e proprio piano di reclutamento di “soldati del califfo”.

Il suo obiettivo erano gli ospiti dello Spraar di Isola di Capo Rizzuto, cui per mesi non ha esitato a fornire materiale, filmati, spiegazioni sulle attività dello Stato Islamico e sui suoi obiettivi. Una vera e propria missione di convincimento e reclutamento, che il giovane considerava prioritaria. Nel corso delle indagini, è stata intercettata una telefonata con la sorella durante la quale il ventinovenne le avrebbe raccontato di aver pensato a lungo di tornare in Iraq per combattere la guerra santa, ma di aver preferito rimanere in Italia per redimere gli infedeli europei, riferendo espressamente che «a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola».

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