Operazione Stige, la Cassazione annulla con rinvio l'ordinanza che disponeva la misura cautelare per Gilda Cardamone
Di seguito la nota dei legali della signora Cardamone Gilda.
"In data 29/05/2018 la Suprema Corte di Cassazione, Sez VI, ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro che lo scorso 25 gennaio aveva confermato la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Cardamone Gilda, per il reato di intestazione fittizia dei beni aggravato dall’art. 7 della legge antimafia. Cardamone Gilda era stata tratta in arresto lo scorso 9 gennaio nell’ambito dell’operazione antimafia denominata STIGE, che aveva portato all’arresto di 170 persone, con l’accusa di essere la titolare fittizia della pescheria "Profumo di Mare" in Torre Melissa, di proprietà di Spagnolo Giuseppe alias “Peppe u Banditu”.
Secondo la ricostruzione della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Spagnolo Giuseppe avrebbe intestato, fittiziamente, alla Cardamone Gilda, la titolarità della pescheria, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione e di agevolare la consorteria di ‘ndrangheta denominata “Locale di Cirò”. A seguito dell’applicazione della misura cautelare personale era scattata anche quella reale con il sequestro preventivo della pescheria “Profumo di Mare”. La Suprema Corte di Cassazione ha accolta la tesi difensiva degli Avvocati Tiziano Saporito e Giovanni Mauro, che sin dall’inizio si sono battuti sostenendo la liceità della realizzazione della attività ittica. Corposa, infatti, è stata la documentazione, portata al vaglio della Suprema Corte di Cassazione, da cui traspare la regolarità della gestione e della movimentazione economica della pescheria."



