La DDA di Catanzaro scatena un nuovo blitz contro le cosche del Crotonese: pianificavano una lunga serie di omicidi.
Le cosche della provincia di Crotone erano pronte a scatenare una nuova guerra di mafia per assicurarsi il controllo del territorio. E’ quanto ha accertato la Polizia al termine di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro che ha portato all’arresto di diversi esponenti di spicco delle famiglie della ‘Ndrangheta crotonese.
Le misure sono scattate nei confronti di vari esponenti delle cosche di Isola Capo Rizzuto, Crotone e Petilia Policastro accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, tentata rapina, incendio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni. Dalle indagini è emerso che le cosche avevano già pianificato alcuni omicidi.
Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della squadra mobile di Crotone e del Servizio centrale operativo con il supporto delle squadre mobili di Catanzaro, Taranto, Mantova e dei reparti prevenzione crimine di Cosenza, Vibo Valentia e Siderno. I dettagli dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle ore 11 in Procura a Catanzaro. (Ansa)
Sono una ventina i fermi disposti con decreto d'urgenza dalla Dda di Catanzaro nell'ambito dell'operazione chiamata in codice "Tisifone". Gli uomini della squadra mobile hanno bloccato alcuni omicidi che avrebbero potuto scatenare una guerra fra i clan. Si tratta di fatti di sangue, sostengono gli inquirenti, "in avanzata fase di pianificazione" che hanno indotto la procura catanzarese ad agire tempestivamente.



