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Crotone: l'omicido sotto i portici commesso dopo una lite, arrestati due uomini

Lite al bar Moka degenerata in omicidio: gli agenti della Questura di Crotone hanno tratto in arresto Francesco Pezziniti e Giuseppe Cortese.

Alla base dell'omicidio commesso sotto i portici di Crotone, nella centralissima Piazza Pitagora, ci sarebbe una lite scoppiata all'interno del Bar Moka.

Una lite degenerata fuori dal locale, sotto i portici, con l’uccisione del 54enne Stefano D’Arca. Gli agenti della Questura di Crotone intervenuti ieri notte alle 00:35, hanno avviato subito le indagini acquisendo testimonianze e filmati delle telecamere di sorveglianza, traendo in arresto due uomini, nonno e nipote: Francesco Pezziniti, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio e il nipote Giuseppe Cortese, accusato di concorso in omicidio.

Le indagini sono partite a seguito di una telefonata giunta al 113 intorno alla 00,35. Sul posto si sono recati gli agenti della Mobile, preceduti dalle pattuglie della Squadra Volanti e dalla Polizia Scientifica. Al loro arrivo hanno rinvenuto Stefano D’Arca ferito all’esterno del locale e all’interno del bar i segni evidenti di una colluttazione. Il D'arca trasportato al nosocomio crotonese, è deceduto poco dopo il suo arrivo per la gravità delle ferite riportate.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti all'interno del Bar Moka sarebbe scoppiato un diverbio tra D'Arca, in evidente stato di alterazione alcolica, e Giuseppe Cortese, 29enne figlio del titolare del bar Moka. Cortese avrebbe cercato invano di far calmare il D'Arca, che avrebbe anche danneggiato l'interno del bar. A quel punto il giovane si sarebbe recato prima dal nonno, e poi facendo ritorno al bar con una pistola in mano, avrebbe minacciato l’avventore.

Dalla ricostruzione della Mobile, D’Arca avrebbe più volte sfidato il giovane, invitandolo a sparare. Però a colpire il D'Arca sarebbe stato il nonno del ragazzo, Francesco Pezziniti di 77 anni, che avrebbe strappato la pistola del nipote, facendo fuoco. Il D'arca è stato colpito cinque volte al petto da proiettili calibro 7.65, mentre altri due colpi sono andati a vuoto.

La Squadra Mobile, su disposizione del pm Giampiero Golluccio, ha arrestato Giuseppe Cortese e Francesco Pezziniti per i reati di omicidio, concorso in omicidio, porto di arma clandestina e detenzione di un’altra arma con matricola abrasa che è stata trovata nella disponibilità di Pezziniti. Le indagini, comunque, continuano per approfondire i motivi della lite e precisare le responsabilità nell’omicidio.

I particolari sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal Questore di Crotone, Massimo Gambino, dallo stesso Lelario e dal vice capo della Mobile, Antonio Concas che con i suoi uomini ha condotto le indagini.

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