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Abuso d'ufficio e turbativa d'asta: divieto di dimora per Pugliese e Frisenda

  • Published in Cronaca

di Redazione
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Terremoto al Comune di Crotone, la Procura sospetta irregolarità nella gestione della piscina olimpionica. Sette indagati.

s_400_250_16777215_00_images_2019_varie_07-11-pugliese-frisenda-2.jpgUn terremoto giudiziario si abbatte sulla giunta del Comune di Crotone guidata dal sindaco Ugo Pugliese. Questa mattina gli agenti della Questura di Crotone hanno notificato la misura del divieto di dimora in città al sindaco Ugo Pugliese, all'assessore allo Sport Giuseppe Frisenda e ad altre 3 persone.

Il provvedimento è stato disposto dal Gip del tribunale Michele Ciociola su richiesta del procuratore capo Giuseppe Capoccia nell’ambito di un’inchiesta sull’affidamento in gestione a società private della piscina olimpionica comunale, dalla quale sarebbero emerse irregolarità. Oltre al sindaco e all'assessore allo Sport, il divieto di dimora riguarda anche il dirigente del settore Lavori Pubblici, Giuseppe Germinara, e due rappresentanti del Consorzio sportivo Daippo che ha avuto in gestione la piscina olimpionica comunale di Crotone, Daniele Paonessa e Emilio Ape

Nel provveidmento risultano indagati anche l’ex assessore ai Lavori pubblici Rori De Luca e l’ex dirigente dei Lavori pubblici Gianfranco De Martino. Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

L'accusa di abuso d'ufficio viene contestata all’ex dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Crotone Gianfranco De Martino, e a quello attualmente in carica Giuseppe Germinara, in concorso con il sindaco Ugo Pugliese, poiché alla scadenza della convenzione con il consorzio Daippo, avvenuta nel settembre 2013, non avrebbero adottato alcun “provvedimento di cessazione e risoluzione dei rapporti giuridici” relativi alla piscina comunale prorogandone tacitamente la gestione, né avrebbero “esercitato poteri di ispezione e controllo contabile” sulla piscina per recuperare le spese relative alle utenze dell’impianto che la legge pone a carico del concessionario, ma anzi avrebbero ordinato la liquidazione delle fatture relative al consumo di energia elettrica, gas e acqua.

Di fatto il Comune avrebbe pagato le spese di gestione al posto del Consorzio Daippo, concessionario della gestione della piscina. Dal canto suo il sindaco Pugliese, in carica dal giugno 2016, avrebbe “istigato i dirigenti comunali a non esercitare i poteri dirigenziali” di cessazone dei rapporti giuridici e di ispezione e controllo e ad “esercitare invece quello di liquidazione delle fatture”.

L'accusa di turbativa d’asta è contestata all'assessore allo Sport Frisenda, che si sarebbe accordato con il rappresentante del consorzio Daippo Daniele Paonessa dopo la scadenza della convenzione, per procedere all’affidamento diretto della piscina.

Lo stesso Paonessa e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Salvatore De Luca, “in qualità di intermediario di Pugliese”, si sarebbero accordati sul contenuto di una parte rilevante della successiva convenzione che avrebbe disciplinato l’affidamento del servizio pubblico di gestione della piscina”. In particolare avrebbero concordato “l’immediata riapertura dell’impianto e la definizione delle tariffe che il consorzio avrebbe dovuto applicare al pubblico nella gestione del servizio”.

In virtù del divieto imposto, il sindaco di Crotone Ugo Pugliese e l'assessore Giuseppe Frisenda, insieme agli altri due dirigenti sportivi destinatari del provvedimento, dovranno lasciare la città.

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