Carfizzi: sequestrata area con terre di scavo abbancate abusivamente


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Redazione Crotone24news.it

06-05-carfizzi.jpgI carabinieri forestali hanno sequestrato, nei giorni scorsi, un’area dove erano stati abbancati abusivamente materiali di scavo nel comune Carfizzi. I materiali provenivano da uno sbancamento, anch’esso illegale, realizzato di recente. Un imprenditore, presunto responsabile delle violazioni, è stato deferito all’Autorità giudiziaria.

I militari della Stazione CC forestale Cirò nei giorni scorsi avevano denunciato all’Autorità giudiziaria un cittadino che aveva fatto sbancare e gradonare una pendice, senza alcuna autorizzazione, in un’area del centro urbano di Carfizzi. Gli accertamenti avviati hanno consentito di individuare anche l’area dove sono stati abbandonati i materiali risultanti dall’escavazione illegale.

L’area, peraltro, figura essere di proprietà dell’Amministrazione comunale che ha anche attestato l’inesistenza di atti legittimanti il deposito eseguito. I materiali di scavo aventi un volume stimato di 650 mc, inequivocabilmente identificati dai militari, sono stati abbandonati in prossimità di una pendice, su un’area di circa 360 mq, danneggiando anche la vegetazione esistente con presenza di erica, ginestra e leccio, alterando il deflusso superficiale delle acque.

L’area secondo quanto attestato dall’ufficio tecnico comunale è soggetta a vincolo idrogeologico e ricade all’interno della ZPS (zona di protezione speciale) Marchesato e fiume Neto della rete Natura 2000, strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. L’esecutore dei lavori, un imprenditore di quaranta anni del comprensorio, è stato deferito alla Procura della Repubblica per una serie di reati commessi contro il patrimonio comunale e l’ambiente. L’area e i materiali accumulati sono stati posti sotto sequestro probatorio, già convalidato dall’Autorità giudiziaria.

Le terre e le rocce di scavo sono classificate rifiuti speciali. Possono essere escluse, tuttavia, dalle norme sui rifiuti qualora ne sia dimostrata la qualità ambientale e ne sia garantito l’effettivo recupero secondo procedure stabilite normativamente.

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