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Rapinano in casa e picchiano algerino: arrestati in 4 a Petilia Policastro

Nelle prime ore della mattinata del 23 aprile us. e nella serata del 24, a Petilia Policastro (KR), i Carabinieri della locale Compagnia hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere e agli Arresti Domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone su richiesta della locale Procura nei confronti di 4 (quattro) persone, indagate, a vario titolo, per “rapina in concorso” (violazione prevista e punita dagli artt. 110 - 628 del Codice Penale), “lesione personale” (violazione prevista e punita dall’art. 582 del Codice Penale), “porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere” (violazione prevista e punita dalla L. 110\1975) e “minaccia aggravata” (previsto e punito dall’art. 612 co. 2 del Codice Penale).

L’attività di indagine, scaturita nella notte del 23 febbraio 2024, in seguito ad una segnalazione per rapina in danno di un cittadino algerino domiciliato a Petilia Policastro, ha permesso una chiara e dettagliata ricostruzione dell’evento delittuoso nonché la piena e compiuta identificazione degli autori dello stesso. Dalla ricostruzione effettuata dai militari, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, nella nottata del 23 febbraio scorso, i destinatari della misura, dopo aver sfondato la porta dell’abitazione della vittima ed averlo minacciato e picchiato con spranghe, coltelli, calci e pugni, hanno asportato dall’abitazione la cifra contante di seicento (600) euro.

Nel corso dell’aggressione la vittima riusciva a divincolarsi scappando dai suoi aggressori, i quali però lo inseguivano e, una volta raggiunto, continuavano a picchiarlo violentemente, causandogli gravi lesioni al volto ed alla schiena, asportandogli lo smartphone e lasciandolo riverso al suolo.

Dopo pochi minuti dall’aggressione, i militari della Stazione Carabinieri di Petilia Policastro, allertati da alcuni passanti, raggiungevano la vittima e, proprio in quel frangente, uno dei quattro destinatari dell’odierna misura, noncurante della presenza delle Forze dell’Ordine, continuava a proferire chiare minacce di morte nei confronti del cittadino algerino.

Nell’immediatezza i militari della locale Stazione iniziavano a raccogliere i primi elementi utili alla ricostruzione dell’evento delittuoso, analizzando le descrizioni dei soggetti fornite sia dalla vittima che dai testimoni; venivano subito acquisite ed analizzate le immagini estrapolate da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, permettendo la visione dell’esatto momento della fuga della vittima ed il contestuale inseguimento da parte dei quattro aggressori, consentendo l’acquisizione di ulteriori elementi utili per la prosecuzione delle attività investigative.

Dalle descrizioni fornite, i militari capivano subito quali sarebbero potuti essere i soggetti autori (in quanto già noti ai carabinieri) dei violenti eventi delittuosi commessi poco prima e, pertanto, procedevano alle individuazioni fotografiche; tale accertamento dava esito positivo in quanto sia la vittima che i testimoni riconoscevano tra le foto mostrate loro dai Carabinieri - senza ombra di dubbio - gli autori dell’efferato episodio.

Al fine di cristallizzare ed accertare la piena partecipazione dei soggetti riconosciuti poco prima, i militari, conoscendo le abitazioni e i luoghi frequentati dai sospettati, procedevano quindi ad immediati servizi di osservazione controllo e pedinamento, rintracciando gli autori della rapina, i quali indossavano ancora gli indumenti utilizzati nel corso dell’evento delittuoso, particolare risultato poi essenziale nella ricostruzione dei fatti e nell’accertamento delle responsabilità penali.

Le immediate ed accurate attività investigative poste in essere dai militari della locale Stazione hanno permesso quindi di individuare ed accertare il pieno coinvolgimento degli odierni destinatari della misura nell’evento delittuoso. La polizia giudiziaria, all’atto della esecuzione della misura, ha effettuato perquisizioni personali e domiciliari, procedendo poi alla traduzione presso il carcere di Crotone di uno dei quattro soggetti mentre i restanti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni, tutti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Uno dei quattro soggetti colpiti da misura cautelare non è stato rintracciato presso il suo indirizzo di residenza a Petilia Policastro, ma lo stesso si è costituito presso il Comando Stazione Carabinieri di Petilia Policastro nella serata del 24 aprile. L’attività dell’Arma dei Carabinieri, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, finalizzata alla prevenzione e repressione dei fenomeni predatori continua senza sosta, fornendo risposte immediate ed attagliate a tutti i cittadini, come testimoniato dagli arresti dei quattro soggetti autori di questo efferato episodio criminale. Deve evidenziarsi che il procedimento è in fase di indagini e che la ricostruzione sin qui effettuata è limitata al profilo cautelare.

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