Il nuovo lavoro di Gianluca Facente, un viaggio tra i mali del nostro territorio, la forza della ripartenza nel nostro "glorioso passato"
Dopo “Periferia Universo”, in cui a prevalere è la nostalgia, l'incanto per una fase della vita in cui tutto sembra possibile, in cui si vive di grandi amicizie, slanci di vita, Gianluca Facente offre con il suo nuovo lavoro “L'Ultimo Re di Delfi” una ritratto, anzi un viaggio in quello che è stato definito un “un piccolo Inferno crotonese”.
Un viaggio, “L'ultimo Re di Delfi”, tra mitologia, storia, poesia, si sviluppa come un cammino, gironi danteschi in cui il protagonista crotonese/crotoniate affronta se stesso e i mali che attanagliano la realtà crotonese, i mali che soffocano e umiliano “un passato glorioso”. Incontriamo l'autore e con lui ripercorriamo questo viaggio.
Gianluca, dopo “Periferia Universo” questo nuovo lavoro, come nasce “L'ultimo Re di Delfi”?
Il libro nasce da un continuo dialogo tra padre e figlio, dall'esigenza, dal bisogno di denunciare. Da appassionato di storia e mitologia ho quindi deciso di utilizzare la mitologia, l'allegoria per rendere forte e spero efficace la denuncia. Il libro però non è una denuncia fine a se stessa, nel libro cristallizzo anche le possibili soluzioni: sinergia tra forze politiche e cittadini, metto al centro la comunità.
Quali i mali, quali i mostri che il protagonista deve affrontare per salvare la “Regina”?
Sono i mali che ci stanno soffocando, quelli che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi: mafia, rifiuti, abusivismo, inadeguatezza politica, sfruttamento incontrollato del territorio. Nel libro traccio i mali, ma come detto cristallizzo le soluzioni e attraverso il racconto mitologico, attraverso la nostra storia, attraverso la conoscenza trovo e spero si possa trovare la rinascita. Il mio è un invito allo“stato di cultura”, la spinta deve partire da sotto, dal basso. Siamo l'unico posto in Italia dove non si fa la differenziata e nessuno dice nulla. Siamo il paese in cui la Soprintendenza ha il potere di fare e disfare, bloccando lavori qua e là ( alcuni utili altri meno) , quella stessa Soprintendenza che invece è assolutamente responsabile della cementificazione a Capo Colonna. Anche in quella occasione a parte un gruppo di valori concittadini che hanno presidiato il posto giorno e notte , il silenzio. Crotone sorge esattamente dove si trovava 3000 anni fa ed allora perchè si bloccano i lavori per lo stadio e poi sorgono palazzoni ovunque?La Trasmissione Le Iene fa un servizio di dieci minuti sulla stato ambientale di Crotone ( sicuramente anche strumentalizzando )il giorno dopo ti aspetti che la piazza del Comune sia invasa da gente non solo per protestare ma anche per curiosità, e invece niente. Possibile che nessuno si sia chiesto quanto di vero ci fosse in quel servizio?
Il vuoto, il silenzio. La colpa è dei nostri politici' No, è nostra. E questo sono solo alcuni esempi. Riappropriarsi della storia, fondare l'azione su una presa di coscienza culturale per ribaltare l'attuale condizione. Lavorare affinchè si formi non solo e non tanto una nuova classe politico-dirigente, sarebbe inutile se non sostenuta da una nuova classe di cittadini, in cui prevalenti siano il senso civico, il rispetto delle regole, e l'amore incondizionato per la nostra terra. La nostra storia, la nostra cultura, il nostro “passato glorioso”.
La nostra storia gloriosa è un peso per questa generazione: quelli erano crotoniati, noi siamo crotonesi. Dobbiamo ricordare, ma davvero ricordare, cosa siamo stati e da lì ripartire. Abbiamo dovuto realizzare un sogno calcistico per ricordare chi siamo, per ricordare i nostri atleti, i nostri filosofi, vi sembra possibile?Se cinque mesi avessimo chiesto ad un ragazzo chi fosse Milone, avrebbe risposto: un nuovo giocatore del Crotone e Pitagora l'allenatore! Noi abbiamo il dovere di ricordarlo sempre cosa siamo stati, ci serve per ripartire, una volta per tutte.
Il libro è un viaggio attraverso i mali, attraverso la storia, un cammino durante il quale offri al lettore spunti di riflessione attraverso aneddoti e piccole “chicche” storiche. La Magna Grecia, ma anche il centro storico, il Castello fortezza Carlo V, o poi modi di dire crotonesi, proverbi, la religione.
Lo scrivo nel libro: “la ricerca è autonoma”. Il libro è il risultato di grandi passioni, di approfondimenti messi a servizio della denuncia, messi a disposizione della rinascita, un dono d'amore.
Denuncia, amore, lasci oltre alla voglia di riscatto la voglia di sapere: forse di inizia da qui, si inizia con questa voglia di conoscenza, di ricerca?
Mi sono anche divertito ho inserito pillole di storia, di tradizioni, teorie, e ho cercato anche di dare qualche risposta a piccole grandi curiosità . Un esempio? L'Etimologia di : “mischeddru” termine caro ai crotonesi che riconduco direttamente a “Miscello”. E poi il mio compagno di viaggio l'agureddru ,che potrebbe essere,legittimamente, insieme la tripode il simbolo di Crotone.
“L'ultimo Re di Delfi” è già un caso letterario, primo in classifica vero?
In quindici giorni oltre cento copie vendute, in testa alla classifica, ho vinto una settimana di pubblicità su Repubblica.it.
Belle soddisfazioni, ma grande soddisfazione per il consenso espresso da chi ha letto il libro, chi ha colto la passione e l'intento delle mie parole. Chi mi sprona a continuare, chi dopo aver letto il libro ha avuto voglia di percorrere i vicoli del centro storico, di rileggere la nostra storia, chi ha iniziato ha guardare davvero la nostra bella Crotone, chi ha avuto uno scatto d'orgoglio e vuole essere oggi e per il futuro un “crotoniate”.
Vuoi, vorresti regalare a chi leggerà questa intervista ed ai tantissimi che hanno già letto il libro e a quelli che lo leggeranno una “chicca”?
L'ultimo mostro, quello della sfida finale, rappresenta la violenza più grande che subiamo da anni. Il nome del mostro racchiude questa “mia” verità.
Ricordiamo che il libro di Gianluca Facente è acquistabile sul web www.ilmiolibro.kataweb.it , anche se l'autore non esclude nel prossimo futuro la possibilità di acquistarlo nelle librerie crotonesi, quelle stesse librerie che definisce “eroiche, per la resistenza estrema che ogni giorno da anni mettono in atto contro la mediocrità del posto”.



