Un nuovo riconoscimento letterario per la crotonese Alessandra Cerminara, che si è classificata al secondo posto nell’ambito del concorso letterario nazionale "Città di Siena" con il libro di poesie ancora inedito “Il pianto di Eco”.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella elegantissima Sala degli Specchi dell’ Accademia dei Rozzi, nel cuore della città. L’evento è stato organizzato dall’ associazione culturale Gruppo Scrittori Senesi, la casa editrice Il Leccio, con il patrocinio dell’Università per Stranieri, l’Assessorato alla Cultura, il Club per l’UNESCO e l’ Elba Book Festival.
La silloge di Cerminara ha superato tre step selettivi presieduti da tre diverse giurie (comitato lettori , Gruppo Scrittori Senesi e giuria tecnica); nell’ultima fase l’opera è stata valutata da una giuria di esperti composta da personalità del mondo artistico e letterario.
L’anima della silloge “Il pianto di Eco” ruota intorno al legame con i luoghi natali, carichi di storia (Crotone, lo Ionio, la Calabria, il mare) che, solo dopo un lungo periodo di lontananza, l’autrice riscopre e impara ad “ascoltare”.
Ogni luogo infatti, conserva memoria del suo passato, memoria che, come il pianto muto di Eco (Eco era muta perché maledetta dagli dei), grida inascoltata a noi che siamo i suoi eredi e i suoi depositari.
La poetessa Cerminara, che ha partecipato a manifestazioni poetiche nell’ambito crotonese come il noto progetto Villa in Rete e la scorsa edizione della Maratona Telethon, ha già ottenuto diversi riconoscimenti (prima al concorso letterario “Silvia Plath “2017, Menzione d’onore al premio “Casentino “ 2018, premio della giuria al concorso “Bari città aperta” 2016 e altri).
Attualmente è tra i redattori della neonata rivista internazionale di cultura poetica e letteraria Menabo’ edita da Terra d’Ulivi di cui il secondo numero uscirà a giorni. Sue liriche sono state pubblicate nell’Enciclopedia di poesia contemporanea edita nel 2015 dalla Fondazione Luzi. Cerminara, inoltre, ha recensito opere poetiche quali “Il ciclo dell’acqua” di Michele Miccia e “L’abito della vita” di Enzo Santese.



