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CBD e legalità: cosa ne pensano l'Europa e l'Italia

Il termine CBD sta per cannabidiolo e indica una sostanza che viene estratta dalla canapa. Come molti sanno, la canapa o cannabis sativa, altrimenti nota come marijuana, contiene una molecola con effetto stupefacente, il THC.

Questa sostanza ha messo per anni in cattiva luce la pianta, facendola ritenere a tutti gli effetti una droga illegale.

Numerosi studi hanno però posto in evidenza, oltre alle proprietà benefiche della cannabis nel suo complesso, anche le qualità di un'altra molecola, ossia di quella che sarà oggetto di questo articolo: il CBD.

Presente in alte percentuali nella cannabis light e venduto in gocce, cristalli o inflorescenze, questa sostanza è ricca di effetti benefici e non causa alterazioni dello stato di coscienza. Una domanda che molti si pongono è la seguente: quali prodotti a base di CBD sono legali? Se ti interessa, visita questa pagina per approfondire l’argomento.

In questo articolo proveremo ad analizzare le leggi italiane ed europee per cercare di dare una risposta a questa domanda.

CBD: di cosa si tratta

Per prima cosa, cerchiamo di capire cos'è il CBD. Sostanza estratta dalla canapa, pianta erbacea molto utilizzata in passato sia in ambito tessile che in quello medico, il cannabidiolo è un cannabinoide, ossia una sostanza chimica in grado di interagisce con il nostro organismo.

A differenza del THC, questa sostanza non provoca allucinazioni e non svolge azione psicoattiva. Assunta in dosi adeguate ha al contrario dimostrato di possedere notevoli effetti benefici, tra cui proprietà:

  • rilassanti
  • analgesiche
  • antinfiammatorie
  • antiepilettiche

Il suo utilizzo permette inoltre di regolare il ciclo sonno - veglia.

OMS e Corte Europea: cosa hanno detto del CBD

Nel 2019 l'Organizzazione Mondiale della Sanità, riconoscendo l'efficacia terapeutica e i benefici della CBD, ha richiesto, tramite un documento ufficiale, la modifica della Convenzione Unica sugli Stupefacenti dell'ONU del 1961 nel seguente modo:

  • eliminazione della CBD dalla Tabella IV, ossia quella relativa alle sostanze “dannose e di valore medico o terapeutico estremamente ridotto"
  • inclusione nella Tabella III, ossia quella relativa alle sostanze con valore medico e terapeutico, di alcuni preparati a base d cannabis sativa.

In più ha sottolineato che la canapa contenente quantitativi di THC inferiori allo 0,2% e alte dosi di CBD non necessita di controlli.

THC: perché la cannabis legale non deve contenerne più dello 0,2%?

Il THC o delta-9-tetraidrocannabidiolo è una molecola presente nella canapa che può causare allucinazioni e stati alterati della personalità.

La marjuana che ne contiene alte dosi è considerata una droga, mentre quella che ne presenta basse percentuali viene definita marijuana light.

L'effetto del THC si manifesta quando è presente per almeno il 3% nella composizione della pianta.

Lo 0,2% consigliato dall'OMS e deciso dalla Corte Europea è dunque notevolmente al di sotto della soglia di rischio.

CBD: la sentenza della Corte Europea

Nel Novembre del 2020 una sentenza della Corte Europea ha scagionato due amministratori di industrie che si occupavano della commercializzazione di sigarette elettroniche con CBD in quanto tale sostanza, priva di effetti psicotropi, non può essere considerata uno stupefacente.

In seguito alla sentenza, la Corte Europea ha anche stabilito che nessun Paese dell'Unione può impedire la produzione, la vendita e il consumo di CBD laddove questo:

  • venga prodotto da uno degli Stati Membri
  • sia ricavato da canapa coltivata legalmente, contenente una percentuale di THC inferiore allo 0,2%
  • venga estratto dalla pianta intera e non unicamente da fibre o semi.

La Corte riconosce il diritto ai singoli Paesi di stabilire proprie leggi al riguardo, ma l'eventuale divieto per fini sanitari deve essere validamente motivato.

La CBD in Italia

Nel nostro Paese non esiste una legge specifica relativa al CBD.

La legge 242/2016 regolamenta esclusivamente la coltivazione, la produzione e la vendita di canapa, stabilendo i limiti massimi di THC, il quale deve rimanere al di sotto dello 0,6%, e gli utilizzi consentiti. Tra questi troviamo anche l'uso alimentare e cosmetico.

Il cannabidiolo non viene invece nominato, né per quanto riguarda le percentuali né per gli utilizzi consentiti.

Giacché, come abbiamo visto, non può essere considerata una sostanza stupefacente e la Corte Europea ne ha approvato la commercializzazione e il consumo, possiamo dire che, in mancanza di ulteriori leggi, l'uso di CBD e di marijuana light è legale anche da noi.

L'unica accortezza che bisogna avere è quella di acquistare prodotti che rispettino le norme in vigore, ossia contenenti basse percentuali di THC e prodotti in uno degli Stati Membri.

Per andare sul sicuro, è meglio acquistare prodotti presso ecommerce affidabili, come Justbob, oppure negozi specializzati.

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