La fusione di Ethereum spiegata


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Redazione Crotone24news.it

cryptocurrency-3424785_960_720.jpgIl Merge di Ethereum è finalmente realtà. Dopo essere stato lungamente atteso, con voci e rumors che si rincorrevano nei blog di settore e sui social network, adesso è il passaggio nel meccanismo di validazione delle transizioni dal Proof of Work (PoW) al Proof of Stake (PoS) è finalmente realtà.

Una storia che ha avuto inizio addirittura nel 2014: a quel tempo il Proof of Stake era un sistema giudicato troppo complesso, tanto da temere delle ripercussioni su tutto il mondo delle criptovalute.

Il 15 settembre 2022 rappresenta invece una data storica non solo per Ethereum ma per tutto il settore, che monitorerà molto attentamente quelli che saranno gli eventi dei prossimi mesi. Le dirette conseguenze di questo processo non si ripercuoteranno solamente sul valore di scambio Ethereum Euro, che più direttamente interessa chi ha inserito questa criptovaluta nel proprio portafoglio digitale, ma potrebbero dare il via a una serie di reazioni a catena.

La differenza tra Proof-of-Work (PoW) e Proof-of-Stake (PoS)

È importante comprendere innanzitutto qual è il cambiamento tecnologico che sta alla base del Merge di Ethereum. Sebbene sia il Proof of Work che il Proof of Stake rappresentino due sistemi di consenso, le logiche alla loro base sono completamente diverse. Nel vecchio sistema, il PoW, era fondamentale la potenza di calcolo di cui si poteva disporre nella computazione: con una competizione molto alta come esiste nella blockchain di Ethereum, per avere possibilità di aggiungere un blocco alla catena, i miner dovevano avere alle loro spalle una grandissima disponibilità di hardware.

Nel Proof-of-Stake, invece, il funzionamento gira tutto intorno alla posta in gioco che ogni miner è disposto a mettere su un piatto virtuale, ovvero il gettone che si investe per dimostrare il proprio interessamento nel partecipare al processo di validazione. Una logica che punta sull’aspetto della correttezza, perché in caso contrario si rischia non solo l’estromissione, ma anche la posta stessa. Una caratteristica che però potrebbe ritorcersi contro, nel caso di un gettone d’ingresso molto basso, che renderebbe meno rischioso un tentativo fraudolento.

L’impatto sui consumi energetici del Merge di Ethereum

Un’altra novità da porre in assoluto rilievo, tanto da rappresentare una delle leve principali per il passaggio da Proof of Work al Proof of Stake, è quella che fa riferimento ai consumi energetici. Secondo quanto dichiarato nelle intenzioni iniziali, il sistema di elaborazione di Ethereum registrerebbe un consumo di quasi il 99% in meno rispetto a quello utilizzato per esempio dal PoW di BTC. Secondo quanto dichiarato proprio da Vitalik Buterin, l’inventore di Ethereum, l’impatto di questo cambiamento sarebbe stato clamoroso, con una diminuzione del consumo di elettricità pari allo 0,2% a livello globale. Ma è tutto da verificare.

Le prestazioni della blockchain e il crollo del valore delle GPU

La portata del Merge di Ethereum sul mondo delle criptovalute non si esaurisce qui. Secondo le prime stime, infatti, c’è da registrare anche un effetto positivo sulla creazione dei blocchi stessi della blockchain, che ha visto registrare un’accelerazione sia nella velocità che nel numero. Ora è da vedere se questa tendenza verrà confermata anche nelle prossime settimane, ma è un dato da tenere in considerazione.

C’è poi un ulteriore aspetto da considerare. Come detto, l’attività di mining ora richiede una strumentazione molto meno potente rispetto al passato. Ecco, dunque, che si stanno già registrando le prime decisive diminuzioni di prezzo delle GPU, diretta conseguenza di una domanda che è crollata per questo tipo di segmento. Molti miner, inoltre, hanno deciso di smantellare le loro postazioni, mettendo in vendita hardware e sistemi di calcolo: una situazione che rappresenta una buona occasione per chi è interessato, anche per altri utilizzi, a trovare ottime macchine di seconda mano e con un forte sconto sul prezzo iniziale.

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