Documento di valutazione rischi (DVR), recepite le nuove disposizioni


Angelo Cerminara
Angelo Cerminara Founder and Web Consultant

Nuove disposizioni e scadenze in materia di presentazione del DVR e responsabilità del Datore di lavoro

nuove disposizioni dvrLa Legge n° 161/2014 in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ha di recente introdotto sostanziali novità circa le scadenze dei termini per la presentazione del DVR (documento di valutazione dei rischi) rimodulando quanto previsto già dal D.Lgs.81/08.

Le nuove disposizioni si sono rese necessarie in seguito all'apertura della procedura d'infrazione (n. 2010/4227) da parte della Commissione Europea che contestava la presenza di una proroga delle scadenze individuate dal D.Lgs.81/08 ai fini della presentazione del DVR riservato alle imprese di nuova costituzione o per quelle esistenti soggette a modifiche sostanziali.

Vale la pena ricordare che il citato D.Lgs.81/08 conosciuto anche come "Testo Unico Sicurezza sul Lavoro", prevede il termine di 90 giorni dalla costituzione o dall'avvio di una nuova unità produttiva per presentare il DVR, e di 30 giorni dalle modifiche per le società già in possesso ma obbligate alla revisione (nei casi di sostanziali modifiche strutturasli e di lavorazione).

L'Unione Europea aveva appunto contestato il lungo periodo di tempo durante il quale i lavoratori di un'azienda in piena attività sarebbero rimasti privi, non tanto del Documento, quanto piuttosto di una pur minima valutazione dei rischi presenti in azienda. Una situazione che, a detta della Commisisone Europea, andrebbe a confliggere con l’art. 9, n. 1 della Direttiva n. 89/391/CEE che ingiunge al datore di lavoro la presentazione di una valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro. 

Andando a recepire quanto contestato dalla Commissione, la nuova Legge 161/2014 "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis" ha introdotto le seguenti modifiche in materia di scadenze del Documento di valutazione dei rischi:

  1. DVR Nuove Unità. Per come disciplinato dall'art.13 della citata legge, resta valido il termine di 90 gg dall'avvio della nuova unità per presentare il DVR, ma il datore è obbligato a presentare subito (in concomitanza con l'avvio delle attività) "immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’adempimento degli obblighi di cui al co. 2, lett. b), c), d), e), f) e al co. 3, e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza".
  2. DVR Aggiornamento. Anche in questo caso resta invariato il temine dei 30 giorni per l'elaborazione del nuovo DVR, ma si introduce l'obbligo del datore di lavoro, di dare immediata "evidenza dell'aggiornamento delle misure di prevenzione e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza".

Dunque le nuove disposizioni in materia lasciano inalterati i termini di presentazione e aggiornamento del DVR, ma introducono l'obbligo in capo al Datore di lavoro di presentare una "idonea documentazione" in sostituzione dello stesso, della quale dovrà prenderne visione il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Anche se le misure specifiche non vengono enunciate, si ritiene sia necessario fare una preliminare valutazione dei rischi derivanti dalle attività lavorative e darne immediata comunicazione ai lavoratori sin dal primo momento.

Questa interpretazione viene avvalorata da una recente sentenza della Cassazione (n. 24452 dell’8 giugno 2015) che riconosce la responsabilità in capo al Datore di lavoro o Responsabile del servizio di prevenzione e protezione anche in presenza del DVR. In sostanza la corretta compilazione e dotazione del Documento di valutazione dei rischi non elimina le responsabilità relative alla corretta ed adeguata informazione da dare ai lavoratori.

Il caso era riferito ad un incidente sul lavoro provocato dalla inosservanza di una procedura di prevenzione. Il lavoratore era stato edotto "solo" sulla prassi e sui comportamenti da eseguire durante lo svolgimento del suo lavoro, ma non era ignaro dei rischi connessi alla mancata procedura. Per quanto l'incidente sia stato provocato da un comportamento omissivo del lavoratore, la Corte ha sanzionato (in questo caso il RSPP) per non aver informato adeguatamente il lavoratore.

Si evincono da quest'ultima sentenza due elementi fondamentali : Il primo è che il DVR non è sufficiente a sollevare il datore di lavoro dalle responsabilità circa gli incidenti sul lavoro se questi sono in qualche modo legati a inadempienze sue; Il secondo è che nel periodo dei 30/60 giorni di tempo prima del DVR, il datore di lavoro deve informare adeguatamente e preventivamente tutti i lavoratori sui rischi e sulle conseguenze, e di questo presentare idonea documentazione.

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