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Istituto Firedman: le parole di De Raho strada da seguire per il futuro dei giochi

  • Published in Economia e Lavoro

di Redazione
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Crotone24news.it

s_400_250_16777215_00_images_2019_varie_28-05-cafiero-de-raho.jpgLe parole di Federico Cafiero De Raho, Procuratore nazionale antimafia, circa la necessità di intervenire, ma non vietando il gioco legale, ha fatto piacere a molti, su tutti a quelli dell’Istituto Friedman: le sue parole, a detta dei rappresentati dell’Istituto, aiutano a capire come, da un lato, i proibizionismi non siano una garanzia per la libertà, dall’altro lato invece spalancano le porte al gioco illegale.

Sull’argomento è intervenuto in particolar modo Alessandro Bertoldi, Direttore Esecutivo dell’Istituto Milton Friedman: “La repressione deve riguardare l’illegalità” - ha dichiarato Bertoldi in un comunicato stampa diffuso da Adnkronos, sottolineando come debba essere la politica ad intervenire tramite l’ausilio delle Forze dell’Ordine e gli inquirenti di strumenti più avanzati.

Il proibizionismo, come in tutti gli altri settori, ha dimostrato di non essere la soluzione idonea per il gioco. L’Istituto Friedman ormai è impegnato con fermezza nella lotta per la libertà contro il crimine organizzato e soprattutto l’illegalità. L’auspicio è che questa linea venga seguita per tutta la politica e le Istituzioni. In questi anni, l’aggressione politica e la cattiva informazione contro il gioco lecito in Italia hanno raggiunto incredibili picchi a tutti i livelli, favorendo solo le mafie ed il gioco online irregolare. L’antimafia ora ha acceso una luce sul tema, un buon segnale per continuare la battaglia.

Oramai il terreno per la battaglia è pronto ed il suo campo principale vede come protagonisti, da tempo, il ministro Di Maio e le aziende che operano nel campo dei giochi. Il contestatissimo Decreto Dignità, che raggiunge il suo apice nel famoso articolo 9, impone il divieto di pubblicità nel gioco d’azzardo sui media tradizionali e digitali, un colpo veramente duro inferto ad un settore che da sempre investe budget consistenti per la promozione del proprio brand e che improvvisamente si è trovato orfano, e lo sarà definitivamente dal prossimo luglio, di una vetrina indispensabile di guadagno, diretto ed indiretto, in questo caso per lo Stato.

Un circuito che andrà ad influire su televisioni, radio, squadre di calcio. Il tutto per un contrasto, stando alle intenzioni dell’articolo 9, al gioco patologico e alla sua diffusione, con un controllo serrato su giochi, scommesse, puntate. Ma, nonostante i festeggiamenti del Governo, che ha sicuramente dalla sua tutte le buone intenzioni, per molti esperti del settore il ban totale alla pubblicità non rappresenta in realtà una buona soluzione per il contrasto alla ludopatia. Il rischio principale resta, per gli eserti, l’oscuramento del circuito AAMS legale, che può favorire il riemergere di piattaforme illegali e mettere inutilmente a rischio milioni di utenti.

Il provvedimento preso dal governo potrebbe innescare una catena di tagli e licenziamenti, portando ad una inevitabile caduta degli introiti che influenzerebbero il bilancio e lo stato di salute dell’Erario che nel 2017 ha incassato oltre 10 miliardi di euro dal settore del gambling terreste e digitale.

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