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Regione Calabria: investimenti nel settore R&D tra i più bassi d'Italia

Gli investimenti in ricerca e sviluppo (R&D) rappresentano un'opportunità importante per lo sviluppo dell’economia della Calabria, soprattutto considerando che le imprese nella regione spendono poco nell’innovazione tecnologica, mostrando un forte gap con le aziende del resto del paese.

Questa è la situazione che emerge dai dati forniti dall’Istat e dall’Osservatorio Statistico della Regione Campania relativi al triennio 2017/2019, in cui vengono analizzati gli investimenti in R&D in Italia, sia nel settore pubblico che in quello privato. In particolare, le imprese della Calabria con più di 10 dipendenti spendono 31.939 euro; inoltre, sono soltanto 469 le aziende che hanno proposto innovazioni significative sul mercato, posizionandosi in fondo alla classifica delle regioni italiani per la spesa in R&D insieme alla Sardegna e alla Valle d’Aosta.

La disparità tra la Calabria e le altre zone del nostro paese è grande, infatti gli investimenti nell’innovazione tecnologica sono decisamente più alti in Lombardia (3.756.029 euro), Piemonte (2.375.988 euro) e in Emilia Romagna (2.302.108 euro). Lo stesso vale per il numero di imprese coinvolte in tali processi: oltre 15 mila in Lombardia, quasi 5 mila in Piemonte e poco meno di 7 mila in Emilia Romagna

Ricerca e sviluppo: le opportunità per l’economia della Calabria

Nonostante gli sforzi della Regione Calabria, con la creazione di poli di innovazione e incubatori per stimolare gli investimenti nel settore R&D, è opportuno un maggiore impegno delle istituzioni pubbliche e delle imprese private in attività congiunte di ricerca e sviluppo. Si tratta di investimenti che hanno una forte ricaduta sull’economia, sia nel breve che nel lungo periodo, aiutando le aziende a ridurre i costi, migliorare i margini operativi e aumentare il fatturato, aspetti importanti in un mercato sempre più competitivo.

Ad esempio, come suggeriscono gli esperti in sistemi di localizzazione GPS di Runic.io, l’adozione di soluzioni innovative per il trasporto su gomma potrebbe portare un netto risparmio sui costi e accrescere i profitti, con un ritorno economico consistente: del resto si tratta di una delle voci di spesa più elevate per le aziende della Calabria, dove secondo i dati Istat le merci circolano di più su strada rispetto alle regioni del Nord,

In questo caso, l’implementazione di sistemi di tracciamento dei veicoli di ultima generazione, con localizzazione satellitare dei mezzi e analisi dei dati per l’ottimizzazione dei percorsi e delle attività aziendali, consentirebbe un abbattimento delle spese fisse e un miglioramento della produttività.

Le azioni che si possono intraprendere sono molteplici, dallo sviluppo di nuovi prodotti alla creazione di servizi più efficienti, dalla costruzione di modelli di business moderni all’integrazione di tecnologie avanzate per la gestione delle attività aziendali. In particolare, è fondamentale digitalizzare non solo le attività interne, ma anche quelle esterne, sia nel settore del B2B che in quello del B2C.

Oggi si possono realizzare modelli multicanale estremamente efficienti, mettendo al centro della struttura aziendale l’esperienza dei clienti, un intervento con il quale è possibile diminuire i costi, perfezionare l’efficienza dei vari reparti e aumentare il fatturato dell’impresa.

Le differenze tra piccole e grandi imprese nel settore di R&D

Complessivamente, la spesa in R&D intra-muros (realizzata con risorse proprie) è sostenuta dagli investimenti privati, con le imprese che da sole rappresentano il 62,4% del totale, seguite dalle università (23,6%) e dalle istituzioni pubbliche (14%). Inoltre, dal 2017 al 2019 si evidenzia un trend positivo delle spese in ricerca e sviluppo da parte delle aziende private, che continua a crescere quasi del 3% su base annua. Migliora anche la partecipazione femminile nel settore R&D, superando la quota del 20% nel settore privato, mentre rimane marcata la differenza tra Nord e Sud del paese.

In cima alla lista delle imprese che investono di più in ricerca e sviluppo ci sono ovviamente i grandi gruppi. Se per un colosso aziendale è possibile creare dipartimenti interni specializzati in R&D, per una PMI diventa più complicato trovare le risorse e il personale specializzato per sostenere attività di ricerca e sviluppo. In questo caso, è indispensabile una perfetta integrazione tra le imprese private, le istituzioni locali e i centri universitari, affinché le aziende possano accedere ai finanziamenti, trovare un supporto tecnico adeguato e implementare soluzioni innovative all’interno dell'impresa.

L’integrazione di questi processi in un modello dinamico è l’obiettivo da perseguire, favorendo le collaborazioni tra i diversi settori ed evitando la settorializzazione. Ciò è importante soprattutto in regioni come la Calabria, dove bisogna colmare il gap accumulato con le altre zone del paese, in cui l’innovazione tecnologica diventa ancora più rilevante in un territorio con diffuse carenze infrastrutturali.

Il ritorno degli investimenti in R&D può arrivare fino al 20%, considerando la riduzione dei costi, il miglioramento dei margini e l’aumento del fatturato, tuttavia è fondamentale lavorare su un accesso al credito più semplice e modelli integrati che favoriscano la spesa in R&D.

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