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Niente clausola sociale, sindacati sul piede di guerra: sciopero il 18 settembre

  • Published in Economia e Lavoro

di Redazione
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contact-center.jpg«Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, facendo seguito alle precedenti richieste datate 26.02, 30.04, 11.06 sollecitano un incontro al fine di poter discutere degli effetti derivanti dalle assegnazioni avvenute relativamente ai servizi di Contact Center legati alla Convenzione Consip.

A seguito della aggiudicazione della Convenzione Consip, avente tra le altre attività legate a contact center di importanti committenze pubbliche tra cui Comune di Roma, ANAC, Sogei, Istat, Inail avevamo prontamente richiesto un incontro per garantire la corretta e piena applicazione della clausola sociale ai sensi e per gli effetti dell’art.1 comma 10 della legge 11/2016.

Il sopravvenire delle problematiche derivanti dal Covid19 ha spinto le scriventi, per senso di responsabilità, a richiedere alle parti in causa un rinvio delle date di passaggio delle attività, invitando a spostare più avanti i cambi di appalto, al fine di garantire quanto previsto dai vari DPCM in riferimento al distanziamento sociale, dispositivi di protezione individuale, divieti di assembramento. Dopo la pausa estiva, sono stati avviati una serie di confronti ed interlocuzioni finalizzati alla gestione del cambio di appalto e le preoccupazioni che avevamo manifestato fin dal principio hanno trovato conferma.

In tutti questi mesi le segnalazioni e denunce presentate ai Ministeri coinvolti sono rimaste inascoltate, manifestando completo disinteresse ad una problematica che interessa migliaia di lavoratori, partendo dai circa 200 coinvolti in questo primo cambio di appalto. Il principio su cui si basa la norma della clausola sociale nei contact center è di garantire continuità occupazionale alle lavoratrici ed ai lavoratori in caso di cambio di appalto.

Questa misura è una delle due gambe di un sistema di regolamentazione del settore intervenuto su spinta sindacale e recepito dai governi attraverso emanazione di norme, direttive e decreti, per limitare fenomeni di dumping e gara al massimo ribasso in un settore merceologico dove il costo del lavoro incide per oltre l’80% dell’intero costo.

L’altra misura specifica per il settore è rappresentata dal decreto direttoriale n°77 del 1 Ottobre 2018, attraverso il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fissato il costo del lavoro medio per il personale dipendente da imprese aggiudicatarie di servizi di call center calcolato sulla base del Contratto Collettivo Nazionale delle Telecomunicazioni (CCNLTLC)

Appare chiaro invece, dall’analisi dei CCNL applicati dalle aziende subentranti che sono diversi dal suddetto CCNL TLC, che pur in presenza di una dichiarata “armonizzazione della RAL”, il nuovo trattamento economico complessivo dei lavoratori risulta inferiore a quello avuto con il precedente appaltatore, laddove si considerino, come è necessario fare, tutti gli elementi contrattuali differiti e indiretti apportati dal CCNL TLC che è quello di gran lunga maggiormente rappresentativo del settore ed al quale oggi si conformano, come tale, i singoli rapporti di lavoro.

Questa situazione crea quindi un danno economico importante ai Lavoratori oggetto di clausola sociale ed è anche, a nostro avviso, causa di dumping che permette l’aggiudicazione delle gare al di sotto del costo fissato dal Ministero del Lavoro. Ancor più negativamente rimarchevole è il fatto che a non tener conto di quanto stabilito dal Ministero del Lavoro siano committenze pubbliche attraverso una convezione stabilita da un ente controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Questo paradosso non può essere perpetrato ai danni di un intero settore merceologico che conta circa 80 mila addetti e ritenuto essenziale nei DPCM emanati in questa difficile e complicata emergenza Covid19.

Alla luce di quanto sopra esposto, fortemente preoccupati per la continuità economica/occupazionale di migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti in attività di contact center di commesse pubbliche, le scriventi Segreterie sollecitano un incontro urgente per scongiurare ipotesi di cambio di appalto che non tengano conto delle norme vigenti, dei contratti applicati, dei diritti e del salario dei lavoratori coinvolti, e delle positive prassi in essere sul tema dei cambi di appalto nel settore dei contact center.

Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, tenuto conto del silenzio assordante delle istituzioni coinvolte sul tema, proclamano SCIOPERO per le attività di contact center di Comune di Roma ed Anac per giorno 18 settembre per l’intero turno di lavoro.

In assenza di convocazione nel breve termine, le scriventi organizzazioni sindacali non esiteranno a mettere in campo iniziative di protesta innanzi le sedi deputate (Consip, Comune di Roma, Anac) al fine di difendere il salario ed i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti in questa annosa vicenda, ma soprattutto preservare norme dello Stato conquistate per mettere in sicurezza il settore, oggi messe sotto attacco proprio in attività pubbliche».

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