Referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare, il Movimento 5 Stelle si chiera per il SI
La materia della salvaguardia ambientale, assai cara al Movimento 5 stelle di Crotone, rappresenta una delle molte battaglie intraprese con l’iniziativa dei tavoli di lavoro e portata avanti con vigore e fermezza.
Tema caldo e sensibile, soprattutto in tempo di referendum abrogativo. Ebbene sì, nonostante l’intenzione fraudolenta del nostro Governo, volta ad affossare l’informazione in merito alla campagna referendaria del prossimo 17 aprile sulle trivellazioni in mare per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, questo movimento sta attivandosi con varie iniziative da svolgersi su tutto il territorio della provincia per renderne noto il contenuto e ribadire l’importanza del SI’ dei cittadini.
Un SI’ che esprime la necessità di tutelare le nostre coste, fermando le trivelle in mare poste al di sotto delle 12 miglia marine, e dunque, in zone ad alta vocazione turistica.
Lo scopo è l’abrogazione dell’art. 6 comma 17 del Codice dell’Ambiente che prevede, ad oggi, che le concessioni durino sino ad esaurimento dei giacimenti.
E’ un’occasione unica, un momento di fondamentale partecipazione attiva e diretta dei cittadini alle scelte legislative del nostro Paese, a differenza di quanto vogliono far credere i partiti di Governo che, incitando all’astensionismo, sopprimono quel diritto costituzionalmente riconosciuto all’art. 1 e che è rappresentato dalla sovranità popolare, esattamente come è avvenuto con il referendum sull’acqua pubblica.
A ciò si aggiunga la circolare emanata dal Ministro degli Interni lo scorso 26 febbraio 2016, che mette un vero e proprio bavaglio ai sindaci, ai consiglieri comunali ed alle pubbliche amministrazioni, vietando loro di svolgere attività di informazione in tema di referendum. Il Governo e le amministrazioni locali stanno svendendo il nostro territorio per pochi euro.
La volontà del Movimento 5 Stelle va in senso contrario e spinge ad un cambio immediato di rotta in tema di politica energetica e di sviluppo. Occorre dare spazio a nuove forme di imprenditoria ecocompatibile ed ecosostenibile ed abbandonare i combustibili, questi ultimi funzionali solo per i profitti delle lobby che speculano nel settore.
L’attività di estrazione, inoltre, rilascia sostanze inquinanti quali metalli pesanti ed idrocarburi, che superano con maggiore frequenza i valori definiti dagli standard di qualità ambientale e questo si riversa inevitabilmente sulla fauna marina sino a risalire alla nostra catena alimentare, ripercuotendosi negativamente sul nostro organismo, senza tralasciare il fatto che la scansione dei fondali avviene attraverso l’air gun, ossia spari di aria compressa che deteriorano l’intero ecosistema marino con il rischio che si verifichino fenomeni di Subsidenza.
Inutile dire che, in questi termini, un eventuale disastro ambientale non ammetterebbe possibilità di ripristino di una condizione altamente compromessa, rendendo pressoché inutile l’intervento umano…
Con la vittoria del SI’ si darebbe darebbe un segnale forte al Governo per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili ed impedire che le compagnie petrolifere titolari della concessione possano aumentare il numero delle piattaforme con una concessione senza termine.
Pertanto, invitiamo tutti a riflettere ed a votare bene oggi per non pentirsene domani. MOVIMENTO 5 STELLE CROTONE



