Intervista con (l'ex ?) commissario cittadino del PD Maurizio Tricoli
Circa dodici mesi di attività, dal mancato congresso alle elezioni amministrative di giugno, con il commissario cittadino del Partito Democratico Maurizio Tricoli analizziamo le attuali condizioni del Pd e le possibilità per il futuro.
Cosa ne pensa della convocazione dell'assemblea provinciale del 23 agosto?Assemblea convocata lo ricordiamo con un unico punto all'ordine del giorno: votazione segretario provinciale.
A mio avviso l'ordine del giorno avrebbe dovuto essere più ampio, in quanto non si potrà arrivare direttamente ad una votazione, senza un'ampia e concreta discussione.
Di certo il partito dovrà occuparsi di organizzazione e quindi innanzitutto della federazione provinciale. C'è la necessità di ripartire dai valori e dai programmi che il partito si vuole dare, perchè un partito non si riconosce dall'organizzazione, ma dalle battaglie che affronta.
Il primo obiettivo dovrebbe essere quello di parlare di contenuti e non di nomi che devono occupare questa o quella casella nell'organigramma. Servono figure politiche, nel senso che devono emergere dalle battaglie politiche. E' ovvio quindi che proprio per questo i primi che dovrebbero assumere responsabilità, dovrebbero essere tutti i sindaci del nostro territorio. Questo anche perchè non accada, come troppe volte è già accaduto, che le designazioni avvengano dall'alto.
Crede che il Partito sia in grado di evitarlo questa volta?
E' pur vero che per evitarlo dovremo dare prova di quella capacità di stare insieme, e di quella volontà di voler lavorare insieme per recuperare tutto il terreno perso e il rapporto con i cittadini.
Dopo la sconfitta elettorale le dimissioni oltre che del segretario provinciale e le sue.
Poche attenuanti, siamo stati giudicati per i dieci anni in cui abbiamo amministrato senza fare politica. Il PD non ha saputo ascoltare la gente e di conseguenza ci hanno puniti, probabilmente oltre il dovuto. Molti hanno provato ad individuare colpevoli: ora di tradimento, ora di incapacità di gestione della campagna elettorale e del partito intero, ma lo hanno fatto senza mai chiedersi cosa hanno fatto loro!
In circa un anno di attività da commissario si è trovato a dover gestire oltre che i rapporti con l'amministrazione Vallone anche una campagna elettorale in salita. Vogliamo tirarne le somme?
Se la situazione non fosse stata oltre modo difficoltosa di certo l'incarico non sarebbe stato affidato a me. Lei come tutti ricorderà la mia prima uscita ufficiale con un'intervista nella quale evidenziavo pregi e difetti dell'amministrazione Vallone, un'intervista che mi procurò da subito gli strali di tutta la Giunta.
Essendo il mio compito, unicamente quello di portare a congresso, mi prodigai da subito per raggiungere tale obiettivo. A quel tempo, ricorderà, il costante braccio di ferro tra il gruppo consiliare e la Giunta. Situazione pesantissima che ha tenuto ostaggio da una parte l'attività amministrativa e dall'altra l'attività politica. Sta di fatto che in qualche modo si pose solo apparentemente rimedio a tale contrasto.
Ci fu un incontro specifico nel quale chiesi davanti ai nostri rappresentanti in Giunta e al nostro capogruppo se ci fossero le condizioni per celebrare da lì a qualche mese il congresso per eleggere il segretario cittadino. Gli stessi, molti dei soggetti, aggiungerei quasi tutti, quelli che oggi invocano la celebrazione del congresso, risposero con un netto no!
Oggi le ragioni del no sono forse più chiare di un anno fa. Lei che spiegazione ne da'?
Avevano la loro fetta di potere da gestire, ed erano convinti che avrebbero gestito quel potere anche in vista delle elezioni amministrative di giugno.
Dopo il no al congresso e con le amministrative alle porte che partito si è trovato a dover gestire?
A quel punto dovendo portare avanti l'attività da commissario in piena solitudine, ancor più che autonomia, ebbi quella che oggi definirei l'ardire di nominare un coordinamento cittadino che al pari della famosa intervista rilasciata appena nominato, ebbe come conseguenza mal di pancia tal da svuotarlo nei contenuti rendendolo vano. Contestualmente ho continuato a convocare periodicamente il gruppo consiliare con scarsissimi risultati. Questo fino all'avvio della campagna elettorale di cui tutti conoscono i risultati.
A questo punto quali sono i possibili scenari, tenuto conto delle dimissioni del segretario provinciale e delle sue in ambito cittadino?
Il nostro è un partito complicato, perchè non possiamo dimenticarlo che ancora oggi consente a soggetti, che con eufemismo oserei qualificare come "ambigui", di assentarsi nel periodo della semina e di presentarsi nelle prime file nei momenti in cui le turbolenze sono passate e magari di ambire ad una parte del raccolto. La gente in città non vuole sentire parlare di alcuni nomi ben precisi.
Non è più disponibile ad assistere passivamente o addirittura a tenere il sacco a manovre squallide di soggetti inadeguati al partito, soggetti che tendono soltanto a garantirsi, sulle spalle del partito, quote di potere.
La gente non vuole sentire parlare di falso rinnovamento, la gente vuole sentire parlare di lavoro, sanità,centri per anziani, strade, trasporto pubblico. Noi invece continuiamo a parlare di chi nel partito deve ricoprire questo o quel ruolo.
Dovremmo mettere da parte suscettibilità e protagonismi dando veramente spazio a chi ha la mente giovane e non solo la carta d'identità!
Tornando all'assemblea del 23 agosto, quali alternative si presenteranno?
Al di là dell'autocandidatura del segretario dei Giovani Democratici Manlio Caiazza, allo stato, da quello che mi risulta, non vi sono ufficialmente nè discussioni, nè candidature. A parte qualche incontro dei sindaci che fanno riferimento al PD per trovare, come è in uso dire a qualcuno, la "quadra"!
In attesa dell'assemblea provinciale, e del rinnovo degli organismi cittadini, certamente è nuovo il ruolo che il partito Democratico è chiamato a svolgere nell'amministrazione della città. Dopo dieci anni di governo, ora la nuova veste di opposizione. Come giudica questo primo mese di attività del gruppo consiliare del Pd in seno al Consiglio comunale?
Penso che il partito dovrebbe parlare di cose, che ho la sensazione invece che eviti. Dovrebbe parlare di cosa è successo in Soakro, dove abbiamo avuto nostri rappresentanti. Dovrebbe parlare di cosa si vuol fare, si dovrebbe parlare di aeroporto, della società Marina Spa. Tutti argomenti rispetto ai quali non possiamo più stare zitti.
Il gruppo consiliare dovrà, distinguendo il senso di responsabilità da altre cose, aprire una discussione ed assumere posizioni precise su quanti di minoranza e di maggioranza siedono tra i banchi del Consiglio comunale e sono indagati per specifici reati attinenti attività amministrativa. Così come dovranno chiarire altri rapporti ad oggi "inopportuni" che lasciano troppo spazio a zone grigie.
Il gruppo dovrà abbandonare i convenevoli e chiedere al sindaco di nominare gli assessori all'Urbanistica e all'ambiente.
Per voler concludere, lei è ottimista per il futuro del Partito Democratico crotonese?
Un Partito Democratico che non saprà delineare un chiaro e credibile progetto politico è destinato a non servire gli interessi dei cittadini e ad essere quindi perdente. Il Pd anche a Crotone, volano di tutto il territorio, dovrà essere promotore di una nuova etica della politica, solo in questo modo si potrà sconfiggere quella politica urlata, clientelare, trasversale e dell'inciucio, che sta allontanando la gente dai partiti.
Il PD crotonese ha uomini e mezzi per dimostrare tutto questo. Mostrare coesione, fare gruppo, dare prospettiva e forma al futuro. Deve essere un imperativo per tutti, perchè il partito è di tutti!



