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Elezioni politiche, Gennaro Rossi (Lega): «Con Salvini ripartiamo dai territori»

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di Redazione
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Rossi: «Il voto di protesta non è utile. C'è bisogno di ricostruire il nostro territorio adottando il modello Lega». 

s_400_250_16777215_00_images_2018_elezioni-politiche_22-02-gennaro-rossi.jpgGennaro Rossi, classe '80, avvocato del foro di Crotone, sposato con un figlio, attivo nel mondo delle associazioni sportive e culturali, è candidato alla Camera nel collegio plurinominale Calabria 1 per la Lega-Salvini Premier.

Nato a Crotone ma cutrese di origini, Rossi ha studiato a Bologna dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, cimentandosi sin da ragazzo con l'innata passione per la politica e per la valorizzazione delle risorse territoriali. In ambito universitario fondò il movimento studentesco Agorà, con il quale riuscì a portare studenti del territorio crotonese all'interno dei Consigli di Facoltà. Oggi è il referente del partito di Salvini nella provincia di Crotone.

Al suo debutto nella politica che conta il giovane avvocato ha deciso di abbracciare il progetto politico salviniano, spendendosi attivamente per il radicamento della Lega nel territorio crotonese.

Gennaro Rossi, perché la Lega di Salvini?

«Semplice, perché credo in Salvini e nella bontà del suo progetto politico. Ho scelto la Lega-Salvini Premier perché da sempre si occupa dei territori e delle specifiche problematiche che li attanagliano. Credo che anche la politica nazionale debba guardare alle peculiarità locali, proponendo soluzioni ritagliate sulle specifiche dinamiche territoriali. Oggi è necessario che la politica riparta dal basso, dai cittadini, dai loro bisogni e dalle loro necessità, a prescindere da ogni concezione ideologica. Su questo punto credo che Salvini sia molto più avanti degli altri, rimasti ancorati a logiche vetuste».

Ma i partiti a vocazione territoriale esistono già e da tanto tempo. No?

«Esatto. Ma se tante persone sentono la necessità, come me, di aderire alla Lega è perché i partiti territoriali hanno fallito miseramente il loro compito. Quelli di oggi sono semplici raccoglitori di voti che poi servono per distribuire favori e poltrone. I cittadini però sono rimasti privi di ogni cosa. Niente investimenti, niente infrastrutture, niente sviluppo. Sono partiti e movimenti di facciata, incapaci di amministrare. Basta osservare la drammatica situazione del territorio crotonese, che pure esprime rappresentanti politici che si definiscono "territoriali". Anche i grandi partiti tradizionali hanno fallito miseramente, relegando intere aree geografiche all'abbandono più totale. Prendono i voti e poi scappano a Roma dimenticandosi dei cittadini. Sono certo che il progetto di Salvini sia ben diverso da quelli visti sin ora, e merita rispetto e attenzione. Bisogna ripartire dai territori con le persone giuste, oneste e competenti.»

Quali punti del corposo programma del centrodestra si sente di spingere per il crotonese?

«Atteso che l'intera provincia di Crotone come l'area ionica della Calabria vive un momento drammatico di abbandono totale, i punti principali per il nostro territorio restano quelli più impellenti: ambiente, lavoro, mobilità e sicurezza.

  1. LAVORO. E' necessario creare le condizioni affinché piccoli imprenditori, artigiani e commercianti riprendano ad investire nel nostro territorio, altrimenti il lavoro resterà una chimera. Finita l'epoca delle grandi industrie e dei finanziamenti a pioggia, non resta che puntare sul turismo, agricoltura, commercio, tutto legato alle peculiarità della nostra provincia: mare, montagna, storia, cultura, enogastronomia. I punti forti del programma nazionale (abolizione della Legge Fornero, flat-tax, pace fiscale, cancellazione degli studi di settore) vanno tutti in questa direzione: liberare risorse economiche da immettere sul mercato sotto forma di investimenti e consumi.
  2. MOBILITA'. Oggi il diritto alla mobilità è negato a tutti i cittadini della provincia di Crotone e non solo. La costa ionica è abbandonata a se stessa, niente ferrovia, niente strade statali, niente aeroporto. Il problema è acuito dallo stato penoso delle strade provinciali. I collegamenti tra i centri dell'entroterra crotonese sono diventati difficili, le strade piene di buchi e gli smottamenti minano la sicurezza degli utenti. Una situazione disastrosa che la dice lunga su chi ci rappresenta politicamente. Oltre al negato diritto alla mobilità, la carenza di infrastrutture si ripercuote negativamente sulle imprese. Le aziende locali sono penalizzate e non riescono ad essere competitive a causa di un isolamento ormai troppo gravoso. Occorre rompere questo schema a cui l'attuale classe politica ci ha condannato, e tornare ad investire sulle nuove e moderne infrastrutture.
  3. AMBIENTE. E' uno dei punti fondamentali per i cittadini crotonesi e deve diventare la maggiore attenzione della futura classe politica. Il territorio è fortemente contaminato e non ancora bonificato. A Crotone si continua a morire per malattie legate al pesante inquinamento lasciato dalle fabbriche. Ripulire il nostro ambiente è importante per migliorare la qualità e l'aspettativa di vita. Le bonifiche dei territori inquinati devono diventare una priorità, ma le bonifiche devono essere REALI, non deve essere consentito lasciare neanche un solo metro cubo di scorie e veleni.
  4. SICUREZZA. Viviamo un periodo di forte paura e insicurezza, e questo è dovuto alla reale situazione costellata di crimini, di reati, di fatti di cronaca in cui sono coinvolti spesso cittadini stranieri, ma anche italiani. Crotone non è un'isola felice, anzi, i recenti fatti di cronaca dimostrano come la situazione stia sfuggendo di mano. Le città devono tornare sicure e VIVIBILI, significa che nessuno deve stare a chiedere soldi nei parcheggi, ai supermercati, per la strada. E' necessario garantire la sicurezza dei cittadini, ma anche la voglia di vivere senza timori e senza paure. La mia solidarietà alle Forze dell'ordine che ogni giorno senza mezzi sufficienti e senza risorse adeguate, riescono a garantire un minimo di vivibilità e di sicurezza, spesso pagando sulla loro pelle situazioni mal gestite.»

Come vede il processo di bonifica che pare delinearsi per l'ex area industriale di Crotone?

«Quell'area è da bonificare integralmente, e ogni tentativo di lasciare anche solo un metro cubo di veleni, deve essere respinto al mittente. Le bonifiche o sono integrali, o non sono bonifiche! Quell'area è, tra l'altro, fondamentale per lo sviluppo della città di Crotone, penso al grande indotto turistico che potrebbe svilupparsi dalla realizzazione dell'antistante parco archeologico dell'Antica Kroton. Oggi ci sono ancora le strutture industriali vetuste e davvero brutte a vedersi. Tutta l'area va recuperata e donata alla collettività, per fare questo è necessario togliere tutti i veleni che ci sono. Su questo i politici locali devono avere più coraggio.»

Connessa all'archeologia vi è la questione stadio. Come fare convivere le due cose?

«Il Crotone Calcio è una enorme ricchezza per la città, e si deve fare ogni cosa per tutelare questo patrimonio. L'esigenza attuale è quella di ottenere una proroga per continuare a giocare nell'attuale stadio Ezio Scida. Al contempo però si deve progettare un impianto nuovo, fuori dal centro città per garantirne il semplice accesso e la regolare fruizione. Una volta costruito lo stadio nuovo, l'area dell'Ezio Scida potrà essere restituita all'archeologia. La questione ha quindi una triplice valenza: sportiva, culturale e turistica. Per questo motivo Comune di Crotone e Regione Calabria devono impegnarsi concretamente per trovare i soldi necessari e progettare il nuovo impianto. Le promesse e le parole non servono più a nessuno.»

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