Entrate sovrastimate, eccessive spese fuori bilancio e fondo rischi insufficiente: Nuovo stop della Corte dei Conti.
La Corte dei Conti boccia il bilancio del Comune di Crotone e ne proroga il divieto di effettuare spese non strettamente necessarie al funzionamento dell'ente. Un blocco operativo dallo scorso mese di luglio, quando la Corte aveva emesso la Delibera 108/2018 chiedendo al Comune misure correttive.
Misure correttive che l'amministrazione Pugliese aveva fatto pervenire ai magistrati contabili nell'agosto scorso, ma che sono state ritenute "inadeguate e inidonee". Nella seduta del 29 ottobre i magistrati contabili hanno evidenziato "il concreto rischio che la quota di risorse che, al momento appare disponibile, in realtà non sia tale, con conseguente pericolo di finanziamento delle spese non obbligatorie in deficit di cassa".
In buona sostanza il Comune di Crotone sta spendendo soldi che solo "fittiziamente" sono in cassa, ma che in realtà non ci sono. Per tale motivo la Corte dei Conti della Calabria ha ritenuto "necessario precludere l'attuazione dei programmi di spesa (non obbligatorie) sino all'adozione delle necessarie misure correttive". Non solo. La Corte bacchetta pesantemente l'ente comunale anche in virtù della rilevata "sussistenza di debiti fuori bilancio dopo la chiusura dell'esercizio e prima dell'approvazione del rendiconto dell'esercizio a cui si riferisce la gestione".
Nel luglio scorso la Corte aveva pesantemente bocciato il bilancio del Comune di Crotone, con particolare riferimento alle coperture finanziarie ottenute dalla riscossione dei tributi e delle sanzioni amministrative comminate. Riscossione che in realtà rimane molto bassa e che espone l'ente a future scoperture di finanziarie. Le doglianze della Corte poi facevano riferimento ai bilanci oscuri delle società partecipate, all'enorme ammontare dei debiti fuori bilancio, erroneo utilizzo dei fondi vincolati, sottostima del fondo rischi, nonché alle violazioni delle norme contabili nella determinazione del risultato d'amministrazione.
Rispetto alle controdeduzioni presentate in agosto dall'ente comunale, nella seduta del 29 ottobre scorso la Corte ha evidenziato:
- insufficiente riscossione dell'entrate da recupero evasione tributaria;
- insufficiente riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni codice della strada;
- violazione delle norme contabili nella determinazione del risultato di amministrazione;
- insufficiente e indimostrato adempimento delle misure correttive di cui ai punti 3, 4 e 5 del dispositivo della richiamata Delibera n. 108/2018 (costituzione fondo garanzia, monitoraggio passività vertenze e relazioni su rischio soccombenze);
- sussistenza di debiti fuori bilancio da riconoscere dopo la chiusura dell'esercizio e prima dell'approvazione del rendiconto dell'esercizio a cui si riferisce la gestione;
- insufficiente e indimostrato adempimento della misura correttiva di cui al punto 6 del dispositivo della richiamata Delibera n. 108/2018 in relazione ai fondi a destinazione vincolata;
- insufficiente e indimostrato adempimento della misura correttive di cui ai punti 7 del dispositivo della richiamata Delibera n. 108/2018 in relazione ai servizi in conto terzi; sottostima degli accantonamenti per fondo rischi società partecipate.



