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Barbuto: Report travisa la realtà dei fatti, lo scalo di Crotone è necessario

  • Published in Politica

di Redazione
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Crotone24news.it

La parlamentare crotonese risponde per punto alla trasmissione Report: lo scalo crotonese è necessario per rompere l'isolamento dell'intera fascia ionica.

s_400_250_16777215_00_images_2019_politica_elisabetta-barbuto-1.jpg«Preg.mi Signori, scrivo la presente per protestare vivamente contro l’immagine fuorviante che nella trasmissione Report andata in onda ieri sera, giorno 08.04.2019, è stata data della Calabria ed in particolare della drammatica situazione di isolamento che vive la fascia jonica, priva di collegamenti efficienti e sicuri e i cui abitanti si vedono costantemente negato il fondamentale diritto alla mobilità (e non solo), venendo relegati in un rango cadetto non consono allo status di cittadini italiani quali, almeno finora, dovremmo essere a tutti gli effetti.

Ritengo, pertanto, legittimo esercitare il mio sacrosanto diritto di replica, atteso che della mia intervista, svoltasi nell’arco di 30/40 minuti, è stata estrapolata e mandata in onda solo una frase che non rende compiutamente il mio pensiero in merito. Pertanto, pur non condividendo il taglio editoriale della trasmissione, ma nel massimo rispetto delle opinioni e della scelte di ognuno e soprattutto della libertà dell’informazione, vorrei rilevare che non sono state date, a mio avviso, le preliminari corrette informazioni volte ad inquadrare la drammatica situazione di isolamento che vivono sia la zona del crotonese sia la zona jonica in generale e che hanno condotto il Governo a stanziare la somma di 9 milioni per l’aeroporto di Crotone al fine di garantire la continuità territoriale.

Così facendo si è consentito che gli spettatori abbiano potuto travisare la battaglia di una intera città come una velleità di pochi e interessati protagonisti della vicenda. Con tutto il rispetto per la Corte dei Conti europea e della famosa prescrizione citata che segnerebbe, secondo il conduttore, le sorti dell’aeroporto di Crotone, mi sembrava di avere fatto notare, nell’intervista rilasciata alla gentilissima Dott.ssa Aquino, che una corretta interpretazione della suddetta prescrizione presupponeva una presenza nel territorio di infrastrutture valide ed alternative che consentissero di raggiungere l’aeroporto di Lamezia in tempi rapidi ed in maniera efficiente (linee ad alta velocità o strade agevolmente percorribili).

Ebbene, come è noto, e come tutti possono agevolmente rilevare, tali presupposti infrastrutturali non sussistono nel nostro territorio né sotto l’aspetto stradale né sotto l’aspetto ferroviario e non parliamo, poi, dal punto di vista del trasporto pubblico su gomma. Basta d’altronde andare a verificare gli orari dei treni e degli autobus per accorgersi che, oltre a tempi di percorrenza biblici e non sempre, peraltro, rispettati, gli stessi orari sono assolutamente incompatibili con diverse tratte aeree in partenza da Lamezia costringendo coloro che, per avventura non possiedono una autovettura, non possono permettersi un taxi o non possono chiedere ad un malcapitato parente/amico di accompagnarli, a scegliere, gioco forza, determinati voli o determinati treni che coincidono con gli orari del mezzo di trasporto scelto (treno o autobus) per arrivare presso lo scalo tirrenico.

Quindi, non solo costretti in una riserva, come gli americani autoctoni, ma pure condizionati nelle nostre scelte. E se questa condizione la viviamo noi a Crotone, potete facilmente immaginare quale disagio viva il cittadino dell’entroterra crotonese e dell’Alto Jonio cosentino per arrivare a Lamezia, perché, sarà bene precisare, in Calabria non esistono solo Catanzaro e Cosenza, unici centri che voi avete citato nella vostra trasmissione nel tentativo di sostenere che i bacini d’utenza dei due scali si sovrapporrebbero, ma città e paesi diversi e ben distanti dallo scalo lametino dai quali è altrettanto difficoltoso muoversi per l’aeroporto tirrenico a causa di una viabilità disastrata e di inesistenti o scarsamente efficienti collegamenti di altro tipo.

Ecco perché ribadisco la scelta di chiedere a viva voce, insieme ai miei concittadini, l’operatività dello scalo di Sant’Anna, che non si sostanzia in un capriccio, ma in una esigenza fondamentale di vita. Paradossalmente, infatti, ed in assenza di altre infrastrutture valide ed efficienti, solo l’aeroporto è il nostro collegamento con il resto d’Italia e la sua operatività passa necessariamente per lo scalo di Roma, punto nodale per raggiungere qualunque destinazione nazionale o internazionale e oggi, grazie al governo, questa possibilità diviene concreta. A tal proposito, vorrei ricordare che la lettera inviata dal Ministero alla Regione Calabria, lungi dall’essere una marcia indietro, un ripensamento postumo come è stata sostanzialmente definita, da parte del Governo si è posta, invece, come interlocutoria per sollecitare la Regione ad integrare la documentazione prodotta per sostenere la richiesta delle rotte da onerare sull’aeroporto di Crotone.

E infatti, il giorno 08.04.2019 presso il Ministero sono stati invitati i rappresentanti regionali ai quali è stato ulteriormente chiarito che per rilasciare la delega volta ad indire la conferenza dei servizi si rende assolutamente necessario fornire idonea documentazione, indispensabile al fine di individuare con precisione la diversità dei bacini d’utenza degli aeroporti e quindi scongiurare l’ipotesi, nel caso concreto, di una duplicazione degli stessi e prevenire possibili obiezioni di matrice europea.

Ciò detto e premesso, mi preme ancora soffermarmi sulle ulteriori valutazioni effettuate dal signor Ranucci, a conclusione del servizio in questione laddove viene “gratificata” la mia persona. Non compaio con il mio nome, ma vengo definita come la parlamentare crotonese che avrebbe ottenuto una marea di voti basando la propria campagna elettorale sull’aeroporto. Singolare, poi, l’esortazione finale a puntare sulla realizzazione della nuova SS 106 come se questo territorio ed i suoi cittadini avessero bisogno di suggerimenti in merito e non fossero consapevole dei disagi che vivono quotidianamente lasciando intendere qualche retroscena non edificante che non è veramente possibile tollerare ed al limite del diffamatorio, allorché si fa riferimento al politico di turno che tira per la giacchetta. E allora giova puntualizzare qualche dettaglio:

1) Nel corso della mia campagna elettorale io non ho fatto promesse di sorta e non ho tirato nessuno per la giacchetta né in quel frangente né mai nella mia vita. Ho messo l’esperienza acquisita nel corso della mia trentennale vita professionale a disposizione dei miei concittadini e mi sono impegnata a lavorare per trovare una soluzione per le tante problematiche esistenti, consapevole della fiducia che le persone hanno riposto in me con il proprio voto.

2) Tutti i candidati calabresi, durante la campagna elettorale, sono stati invitati dai cittadini ad impegnarsi per la riapertura dell’aeroporto così come per l’intera situazione dei trasporti nella nostra provincia e nella nostra regione, ma anche senza l’invito rivoltomi me ne sarei occupata visto che, essendo calabrese, conosco bene la problematica e la vivo per esperienza personale, non per sentito dire.

3) Durante la campagna elettorale, infatti, ho parlato dei trasporti in generale nella nostra provincia e nella fascia jonica e mi sto occupando di tutte le infrastrutture come, peraltro, è mio dovere fare in qualità di membro della commissione Trasporti, ivi compresa la realizzazione della variante all’attuale tracciato alla SS 106 che consentirebbe di accorciare notevolmente ed in sicurezza i tempi di percorrenza tra Crotone e Catanzaro. Se aveste mandato in onda la prima parte dell’intervista che ho rilasciato, questo sarebbe stato molto chiaro.

Consentitemi, infine, di ricambiare l’esortazione gentilmente elargita ai Crotonesi sulla SS 106 con l’invito ad effettuare inchieste sugli sprechi effettivi di denaro pubblico che negli anni si sono accumulati. Ce ne sono tante. In tutta Italia. Basta cercare nella giusta direzione e soprattutto senza pregiudizi ideologici.

Resto in attesa di un Vostro cortese cenno di riscontro ed invio i miei più distinti saluti».

Elisabetta Barbuto

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