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Pugliese spegne la Prossima Crotone: era meglio quella di prima?

L'ex sindaco indagato per l'affidamento della piscina comunale conferma le dimissioni e avvisa Sculco: non sono un peones, ne ho per tutti.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Si potrebbe dipingere così l'esperirenza politica della Prossima Crotone, la coalizione che ha governato la città per tre anni e mezzo, prima di andare a sbattere contro il muro possente del palazzo di giustizia.

Ugo Pugliese si è dimesso per davvero, lo aveva promesso al GIP Ciociola e lo ha confermato ieri mattina in una conferenza stampa tenutasi nella sala giunta del Comune. L'indagine della Procura sul mancato affidamento della piscina olimpionica ha travolto il sindaco, il dirigente dell'uffcio tecnico, l'assessore Frisenda e si è abbattuta sull'intera amministrazione comunale disvelando un modo di gestire e concepire la Cosa pubblica, quanto meno creativo.

Il divieto di dimora imposto dal tribunale è un'onta difficile da cancellare. Pugliese ha accusato il colpo e con fare amareggiato ha voluto spiegare a modo suo questi ultimi tre anni e mezzo. «C'era una crepa e ho voluto provare a cementarla mettendoci la faccia -questo il senso del suo discorso-. Gli altri non hanno saputo fare squadra, troppa confusione di ruoli. Da chi si professa classe dirigente neanche un messaggio di solidarietà. Ad un recente incontro pubblico sono stato invitato con messaggio wathsup come fossi l'ultimo dei peones. E' evidente che l'interesse non è per la cittadinanza rimasta senza amministrazione ma per le prossime elezioni regionali. Nessuno faccia campagna elettorale sparando su di me, ne avrei per tutti».

Dopo 42 mesi di amministrazione, Pugliese si scopre messo in croce e forse trafitto dai suoi stessi compari di viaggio. Una visione infantile che tradisce da una parte la grande amarezza per l'intera vicenda, dall'altra la consapevolezza di essere stato inadeguato, non già al ruolo di sindaco, quanto piuttosto a quello di prestanome. Un pentimento tardivo però, che non può cancellare il giudizio severo di quella esperienza politica nata nella primavera del 2016 e battezzata "La Prossima Crotone".

Esperienza che doveva rappresentare il rinnovamento nei metodi, prima ancora che nei programmi, la riscossa delle liste civiche a discapito dei partiti tradizionali, e che invece si è dimostrata essere una macchina elettorale fine a se stessa, una massa informe tenuta in piedi dalla voglia irrefrenabile di arrivare, buona per vincere le elezioni, molto meno buona per governare.

E di certo non sono mancate in questi tre anni e mezzo le nomine, gli incarichi e le poltrone, che si sono financo moltiplicate. Emblematica la vicenda della Crotone Sviluppo: un ex consorzio logoro e fallimentare, acquisito a società in-house (a spese dei contribuenti) senza una reale necessità. Del resto internalizzare servizi non essenziali come pubblicità, formazione, studi di settore, ricerche di mercato, non apporta nessun reale vantaggio per i cittadini. L'assenza di visione traspare da ogni atto promulgato dalla Prossima Crotone, così come il progetto embrionale dell'Antica Kroton sembra più una corsa alla cuccagna, soldi buttati via per scavi inutili e musei virtuali con tanto di proiezioni ed effetti speciali (quelli si), mentre gli inestimabili tesori di Capo Colonna continuerebbero a rimanere sepolti.

La stessa bonifica, della cui finalizzazione Pugliese si fa vanto, è l'ennesima mortificazione della città. L'area resterà coperta con il capping e lasciata in dotazione a Syndial. Quattrocento mila tonnellate di scorie industriali resteranno dove sono sempre stati, a 500 metri da Fondo Gesù. Erano questi i punti cardine per il rilancio del territorio, e su cui difendere a spada tratta gli interessi dei cittadini. Ed è qui che la politica ha fallito. E così dalla Prossima Crotone alla Pessima Crotone il passo è stato breve e deciso.

Chi verrà dopo avrà l'arduo compito di ridisegnare da capo l'intera città (a partire dal bilancio comunale), provare a tracciare le linee di un possibile sviluppo: economico, culturale e urbanistico. Chi verrà dopo dovrà selezionare la prossima classe dirigente riscoprendo il valore etico e culturale della Res Publica.

Nel mentre, chi è causa del suo male pianga se stesso, senza additare colpe altrui. Nel 2016 Ugo Pugliese avrebbe potuto scegliere la corsa del suo movimento politico con altre liste civiche, oppure al fianco di un centrodestra, seppur smarrito, confuso e privo di un leader. Mal consigliato Ugo cedette alle sirene (quelle grosse) e scelse Enzo "che tutto muove". E quando per volare scegli una bicicletta, di luogo non hai diritto di lagnarti se dopo tre anni ti ritrovi per terra.

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