«Esprimo convinta solidarietà al Comitato Scientifico degli Uffizi, costretto a compiere un gesto di gravità inaudita al quale il direttore Schmidt si è preso anche il lusso di rispondere che non ne sentirà la mancanza.
E la Direzione Generale Musei tace, invece di garantire, con i propri atti di indirizzo e controllo, compresa la facoltà di avocazione, che anche gli istituti dotati di autonomia speciale (non di impunità!) e i loro dirigenti rispettino la legge. La violazione commessa inviando a Roma una delle opere identitarie degli Uffizi (artt. 48 e 67 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio) è così clamorosa, però, da presupporre l’avallo e pure la regia della suddetta DG ma il ‘produttore’ del film horror che si proietta ormai da qualche mese è un altro.
La miopia intellettuale sottesa all’odierna gestione mercantile del patrimonio culturale pubblico, la cui prima vittima è la DIGNITA’ del Ministero inopinatamente riaffidato a Franceschini, ha infatti un padre certo proprio nel Nerone di Ferrara.
Ogni giorno la sua corte alza l’asticella dell’insulso, dell’inappropriato, del disdicevole, dell’indecoroso, dell’indegno, dell’indecente, dell’insopportabile. Ho chiesto, e continuerò a chiederlo, che si scelga tra Franceschini e il MiBACT, perché l’esistenza dell’uno esclude quella dell’altro, e non è mera provocazione».
Margherita Corrado - M5S Senato Commissione Cultura



