Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte conferma nel corso della conferenza stampa che a decorrere da domani 6 novembre e per 2 settimane la Calabria sarà tra le regioni considerate a massimo rischio pandemico, insieme a Piemonte e Lombardia.
La decisione molto contestata dal presidente della Regione Nino Spirlì e da tutta la maggioranza di centrodestra, si basa su considerazioni di natura tecnica (secondo il Ministero della Sanità). La Calabria pagherebbe una cronica deficienza del sistema sanitario che non garantirebbe risposte immediate nel caso in cui la pandemia dovesse allargarsi ulteriormente.
Da oltre 10 anni in Calabria la sanità è stata gestita dai commissari nominati dal Ministero della Salute, lo stesso piano anti-covid è stato impostato dal Commissario all'emergenza Arcuri in piena e perfetta autonomia. Quindi dopo aver distrutto la sanità regionale, il governo centrale decide di chiuderla per carenze tecniche e logistiche.
Eppure rispetto ai dati reali, e al netto di elucubrazioni dal sapore politico, la Calabria continua ad essere una delle regioni messe meglio rispetto a tante altre regioni risparmiate dal governo e dove la situazione appare più precaria. Basti pensare a Campania e Lazio dove il virus corre e segna rispettivamente 4.000 e 2.500 nuovi contagi quotidiani. Molti ospedali di Napoli e Roma prossimi alla saturazione.
Secondo i dati dell'ultimo bollettino regionale, in Calabria si contano 3.638 casi attivi, 63 persone ricoverate in reparti Covid e 11 in terapia intensiva (su 130 posti disponibili).
COSA PREVEDE LA ZONA ROSSA
- COPRIFUOCO DALLE 22 ALLE 5 - "Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l'arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi".
- MOBILITA' - Nelle aree ad alto rischio (zone rosse) "è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori". Sono vietati anche gli spostamenti "all'interno dei medesimi territori", tranne che per ragioni lavorative, di salute e per accompagnare i bambini a scuola.
- SCUOLA - La mascherina sarà obbligatoria alle elementari e alle medie, anche quando i bambini sono seduti al banco, "salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili" con l'uso della mascherina. Nelle zone rosse anche per la seconda e terza media sarà in vigore la didattica a distanza.
SPORT E ATTIVITA' MOTORIA - Nelle zone rosse sospese le attività sportive, comprese quelle presso centri e circoli sportivi, anche se all'aperto. E' consentito "svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo" di mascherine. Si può svolgere "attività sportiva esclusivamente all'aperto" e da soli. Nel resto d'Italia i circoli sportivi restano aperti, ma è vietato l'uso degli spogliatoi.
- NEGOZI, RISTORAZIONE E CENTRI COMMERCIALI - Stop anche alle attività di negozi e mercati nelle Regioni, Province e Comuni a massimo rischio (zone rosse). Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi, ma chiudono bar e ristoranti. In tutta Italia chiusi i centri commerciali nei week end.
MOSTRE, MUSEI E SALE GIOCHI - Sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all'interno di locali adibiti ad attività differente. Inoltre sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. - CROCIERE - Stop alle crociere delle navi passeggeri battenti bandiera italiana, escluse quelle in corso entro l'8 novembre.



