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La giunta comunale demolisce Arcuri e Megna: le azioni contestate sono legittime

  • Published in Politica

di Redazione
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s_500_312_0_00_images_2021_crotone_palazzo-del-comune.jpg«Quelli che oggi siedono sui banchi dell’opposizione e si chiamano “Crotone città di tutti” sono gli stessi che una volta si chiamavano “La prossima Crotone”.

Lo ricordiamo l’ex Sindaco Pugliese – individualmente animato da nobili intenti ma a quel tempo indissolubilmente avvinghiato nelle spire di un sistema che lo inibiva e che ben presto lo avrebbe fatto soccombere – professare come primo punto del proprio operato la ripartenza della macchina amministrativa dell’ente con risultati che, ahinoi, sono sotto gli occhi di tutti e con i quali abbiamo dovuto confrontarci al momento del nostro insediamento: dotazione organica dimezzata, carenza di dirigenti, nessun controllo dell’operato dei dipendenti, blocco della spesa discrezionale ecc.

Oggi sale in cattedra la maldestra opposizione di “Crotone città di tutti”. Si duole di “orrori amministrativi”, inneggia alla trasparenza ed alla legalità, ci invita a fermarci finché siamo in tempo, agita gli ormai pochi adepti, sempre pronti a “condividere” pezzi provenienti dalle solite testate on line “allineate” (solo un paio di isolati casi, per fortuna). Pronti a prendere posizione su ciascuna delle ridonanti ed ormai quotidiane cantonate dei nostri zelanti consiglieri, almeno due questioni sollevate negli ultimi giorni meritano immediata attenzione.

La prima riguarda i contenuti della delibera della Corte dei conti sullo stato dei controlli interni per l’anno 2018. I consiglieri contestano in sostanza, in maniera decisamente opinabile, che l’amministrazione avrebbe addirittura, non si comprende poi a che fine, sottaciuto l’esistenza di tale delibera. In realtà, il contenuto della delibera n. 217/2020 della sezione di controllo della Corte dei conti della Calabria è stato compiutamente descritto durante la conferenza stampa di fine anno dello scorso 29.12.2020 proprio al fine di sintetizzare la condizione disastrosa ereditata sul piano dell’organizzazione amministrativa e, segnatamente, sul piano dei controlli interni.

Come già riferito in quella sede si tratta di una delibera in cui la Corte dei conti accerta un quadro impietoso e di totale inottemperanza dell’amministrazione in carica nell’anno 2018 rispetto all’intero sistema dei controlli vigente a quell’epoca, con particolare riferimento al controllo di gestione, al controllo strategico e al controllo analogo. Un’attestazione di completa censura per ciò che attiene – esclusivamente, quanto paradossalmente – l’operato di quella stessa parte politica di cui i consiglieri Arcuri e Megna sono espressione.

Per ciò che riguarda l’accusa, altrettanto opinabile, di addossare una compartecipazione di responsabilità in capo all’amministrazione Voce per non aver fornito risposte sufficienti alla Corte dei Conti, la deduzione dei consiglieri sottende la mancata conoscenza del sistema di trasmissione dei report che le amministrazioni sono tenute ad inoltrare alla Corte dei Conti, oltre che una palese strumentalità: è semplicemente avvenuto che nell’aprile del 2020 il Commissario straordinario dell’ente aveva inoltrato una prima versione del report compilata secondo le scarne informazioni che potevano essere fornite in un contesto di sostanziale inerzia amministrativa.

A quel punto la Corte dei Conti, ritenendo anomalo ed inverosimile un così disastroso quadro imputabile all’amministrazione che allora governava, ha richiesto nel mese di ottobre del 2020 chiarimenti ed integrazioni. Detti chiarimenti sono stati puntualmente forniti con una nota a firma del Sindaco Voce del novembre 2020 nella quale, tuttavia, non si è potuto far altro che ritrasmettere il medesimo report a suo tempo inoltrato, non essendo possibile fornire alcuna ulteriore informazione aggiuntiva in base ai dati a disposizione della segreteria generale dell’ente. La censura della Corte dei conti consegue quindi esclusivamente alla incapacità della precedente amministrazione di congegnare un adeguato sistema di controlli interni nell’anno 2018: esattamente ciò che stiamo mettendo in campo in questi giorni per rimediare alle inerzie dei nostri predecessori.

L’altra questione riguarda l’avviso per il reclutamento di un dirigente contabile a tempo determinato, la cui procedura si è completata lo scorso 31.12.2020. E’ interessante ricordare ai cittadini quali furono le virtuose operazioni de “La prossima Crotone” sul fronte del reclutamento dei dirigenti. Il primo atto fu l’annullamento di un concorso vinto da un dirigente tecnico del Comune a tempo indeterminato ed il reclutamento di un altro dirigente tecnico a tempo determinato cui venne accentrata la totalità delle funzioni tecniche dell’ente. Sapete quali effetti produsse tale geniale operazione amministrativa? Dopo due cause vinte, il dirigente vincitore del concorso a tempo indeterminato fu reintegrato in servizio in via amministrativa ed ottenne dal giudice un risarcimento di oltre 300.000 euro ai danni del Comune di Crotone.

Con la stessa graduatoria riabilitata è stato reclutato un altro dirigente tecnico a tempo indeterminato; il dirigente reclutato a tempo determinato da “La prossima Crotone” è stato invece destituito dal servizio in quanto reclutato illegittimamente. “La prossima Crotone” ha poi reclutato un altro dirigente a tempo determinato mediante il tanto decantato articolo 110: una costante dell’amministrazione sostenuta da “la prossima Crotone”. Interessante sarebbe comprenderne il perché: a quel tempo non esistevano norme “Anti – covid” che impedivano l’espletamento di canonici concorsi pubblici a tempo indeterminato. Sapete che fine ha fatto quest’altra selezione? Ha condotto ad un procedimento disciplinare che ha comportato la destituzione di quel dirigente sempre per illegittimità connesse alla procedura di reclutamento. Un altro “capolavoro” di efficienza amministrativa.

Questi signori, evidentemente malconsigliati, oggi gridano allo scandalo per una selezione perfettamente legittima attraverso cui questa amministrazione, ottemperando ad un principio immanente nel nostro sistema e che d’ora in poi – piaccia o non piaccia a “Crotone città di tutti” dovrà diventare la regola – vuole esaltare e valorizzare le professionalità formate all’interno dell’ente e che abbiano i requisiti di accesso alla dirigenza prima di ricorrere ad esterni in alcuni casi rivelatisi sprovvisti dei requisiti di partecipazione.

Lo fa attraverso una “procedura selettiva” che, dovrebbero ben saperlo quelli di “Crotone città di tutti”, è cosa diversa da un “concorso”. La procedura di cui all’art. 110 è “idoneativa” ed il Sindaco effettua la propria scelta nella rosa degli idonei: dolersi ai tempi di Voce delle capacità di un ingegnere nel selezionare un dirigente contabile così come scorrettamente pretendono di fare i Consiglieri Arcuri e Megna è come dolersi ai tempi di Pugliese delle capacità di un perito assicurativo di reclutare un ingegnere. Non ci pare che allora gridaste allo scandalo.

Senza addentrarci in tecnicismi – ma pienamente disponibili a dimostrare in ogni sede la legittimità delle scelte operate – prima di gridare impropriamente alla violazione di principi costituzionali invitiamo i “consiglieri malconsigliati” ad una breve ricerca su internet per scoprire come una moltitudine di Comuni italiani ricorra sistematicamente a selezioni esattamente identiche a quella impropriamente contestata. Ma senza andare troppo lontano, dimentica “Crotone città di tutti” (già “La Prossima Crotone”) che la stessa procedura è stata di recente utilizzata da loro stessi! Dimenticano i consiglieri che con decreto del Presidente della Provincia di Crotone n. 26 del 23.05.2018 è stato dato indirizzo per il reclutamento (non di uno ma) di QUATTRO dirigenti da individuarsi fra i dipendenti interni dell’ente e mediante procedura ai sensi dell’art. 110 del TUEL.

Cari consiglieri Arcuri e Megna: non solo non ci fermeremo. Le vostre invettive non fanno altro che darci ulteriore dimostrazione che siamo sulla retta via perché siamo tutto il contrario di ciò che avete rappresentato e che continuate a rappresentare».

La Giunta comunale

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