Il Partito Comunista Italiano si riorganizza nel territorio. Nel corso del Congresso Provinciale, tenutosi sabato 16 ottobre, presso il circolo ARCI “le 100 Città” di Crotone, è stato nominato per acclamazione il nuovo segretario provinciale. Il Partito Comunista sarà guidato dal dottor Vincenzo Pisano, 47 anni, di professione medico veterinario presso l’ASP di Crotone.
L’apertura del congresso si è tenuta con la relazione del prof. Saverio Valenti seguita dai saluti del Segretario generale Marco Rizzo. All’evento sono stati presenti il responsabile regionale della Federazione dei Giovani Comunisti. A conclusione dell’evento l’intervento del segretario regionale Franco Adamo, “Ringrazio le compagne, i compagni, i simpatizzanti , i semplici cittadini intervenuti a questa che mi piace definire una giornata storica per la città di Crotone e per tutto il circondario” sono state le parole del neo segretario provinciale Vincenzo Pisano cha ha sottolineato nella sua relazione “il ritorno del Partito Comunista a Crotone, in luogo storico del movimento operaio e attualmente naturale per le condizioni dei lavoratori tutti che vivono le condizioni di vita della citta’ capoluogo e del circondario”.
Vincenzo Pisano ha poi specificato “Non è certo nostalgia la mia, e non è nemmeno campanilismo storico e politico; sarebbero tanti gli argomenti da affrontare e tante le questioni su cui disquisire, ma oggi siamo qui in questa sede, solo per aprire un congresso voluto fortemente, da me stesso, dal Segretario Generale Marco Rizzo e da tutti i compagni qui intervenuti, Crotone e la sua provincia ha da sempre rappresentato, nella storia del movimento operaio e contadino, un punto di riferimento serio ed univoco per la Regione Calabria e qui la “Lotta di classe” si è fatta sentire e si sente ancora nel valore proprio del suo significato”.
Non ha nascosto le difficoltà :” Certo, oggi non è semplice essere comunisti; tutti, a partire dalla CE ,alla classe politica sia di centro-dx che di centro sx (che definirei classe apolitica ,nel senso Gramsciano del termine )ci tacciano di obsoleti, retorici, gretti , arretrati e si limitano a definirci dei “semplici nostalgici” di un’ idea che non ha piu’ senso, non ha piu’ valore, non ha piu’ lume, non ha piu’ modo di essere applicata e/o proposta.
Io credo – ha affermato il segretario Provinciale Pisano - che questo mediocre giudizio si possa addebitare ad una classe politica debole, falsa, ipocrita che hanno sostanzialmente paura di una vera alternativa all’attuale politica dove a governare e l’alta finanza, le banche e i governicchi proni alla BCE e alla CE.
Se ci fate caso, oggi non esiste grossa differenza tra il centro destra e il centro sinistra. Entrambi perseguono un modo di fare politica che è la stessa faccia della medaglia; il liberismo piu’ sfrenato, senza regole. A conclusione del suo intervento “Noi, come Partito Comunista arrivato sino al terzo millennio e memoria storica e politica chi “viene da lontano e vuole andare lontano, siamo testardamente ancora qui perché vogliamo essere un partito di parte, un partito di classe; vogliamo essere presuntuosamente ma anche oggettivamente essere un partito ancora di classe, e rappresentare quindi gli interessi dei lavoratori e le occupazioni umane di “Classe”, linee politiche che sono state completamente accantonate dalla psudo-altero sinistra e in molti casi anche blasonate anche dai Sindacati Confederati,in primis la CGIL, diventata solo concertativa, poco propositiva e poco combattiva. E allora noi,oggi, come Prtito Comunista ci assumiamo la responsabilità di riproporre e riportare in auge quei temi che sono cari ai lavoratori e che portino tutti i lavoratori stessi, i precari, gli inetrinali, le partite iva, i piccoli imprenditori, gli artigiani e tutti quei lavoratori che vivono situazioni di disagio e che ,a testa china ,sono costretti per amore delle proprie famiglie ad accettare delle situazioni lavorative massacranti, senza nessuna tutela,s enza nessuna garanzia; condizione questa che oggi si palesa con le centinaia di morti sul lavoro volute da chi ancora oggi considera i lavoratori “Oggetto della produzione” minando i diritti fondamentali”



