«L’accaduto che qualche settimana fa ha colpito da vicino una nostra concittadina di Isola di Capo Rizzuto, ha messo in evidenza l'assoluta carenza di sicurezza che dovrebbe essere garantita in un reparto COVID nel quale l'accesso, per motivi di sanità dovrebbe essere consentito solo a personale autorizzato, provvisto di dispositivi di protezione individuale, guanti, mascherine, tute protettive.
Personale che dovrebbe inoltre avere, quale unico interesse, la salute e il benessere di pazienti, che si trovano a vivere una situazione di isolamento fisico e psichico di non poco conto. Pertanto, dopo esserci accertati della migliorata condizione di salute della nostra concittadina e del bambino, vogliamo e chiediamo chiarimenti anche per mezzo stampa agli organi preposti e al Direttore Generale ASP di Catanzaro, di quello che è successo in quel reparto Covid, in quanto, quello che si é verificato é davvero riprovevole!
Come dirigenti di partito ma soprattutto come cittadini, abbiamo il dovere di denunciare ed evidenziare una grossa carenza di sicurezza per i pazienti dell'Asl dell'OSPEDALE PUGLIESE di Catanzaro.
É inconcepibile che una ragazza che arriva in un reparto COVID, dove vige il massimo isolamento venga derubata di tutti i suoi oggetti più preziosi! Fede, collana, borsa, orecchini, carta di credito, di cui sono stati addirittura prelevati dei soldi. E poi il telefono, che più tardi le hanno fatto ritrovare in un guanto nel cestino del reparto, l'unico strumento per comunicare con l'esterno e con i suoi familiari.
Dopo aver postato la nostra rabbia e le nostre perplessità per l'accaduto sui social, scopriamo che non si tratta di un caso isolato, ma tanti sono stati gli episodi di pazienti privati dei loro oggetti più cari durante i loro momenti di difficoltà e terrore. Scopriamo sempre da commenti social che anche in altri reparti e nel pronto soccorso sono successi casi simili!
Questo significa che qualcosa fino ad oggi non ha funzionato, e qualcuno anche sapendo del problema è stato un "complice silenzioso".
Non è concepibile che una nostra concittadina o altri pazienti ricoverati in terapia intensiva che costano alla sanità calabrese dai 9 fino ai 22 mila euro a posto letto, e dove la sanità Calabrese investe milioni di euro all'anno per mantenerli operativi, possano permettersi una carenza di sicurezza di questi livelli! Oggetti d'altronde che dovrebbero essere immediatamente consegnati a familiari, in troppe occasioni spariscono come da incanto, nel silenzio totale anche degli addetti ai lavori!
Per questo chiediamo per la tutela di tutti, maggiori controlli e pene severissime per chi crea il disagio nel disagio! Ma soprattutto chiediamo che chi di competenza, prenda immediatamente una posizione ufficiale contro questo scoraggiamento verso coloro sono in uno stato di assoluta fragilità mentale e fisica. Approfittare di un momento di debolezza di un'altra persona per rubargli tutto é qualcosa davvero di agghiacciante».
Vincenzo GENTILE Resp. Comunicazione FDI Crotone
Noemi PULLANO Direttivo di Fratelli d'Italia Isola C.R.



