«Il manifesto di vicinanza al dolore della famiglia per la morte di Rosario Curcio, uno degli assassini di Lea Garofalo, fatto dall'Amministrazione comunale di Petilia Policastro, andava evitato in modo categorico e senza alcun tentennamento.
La prassi che per ogni morto il Comune di Petilia faccia un manifesto, non può essere una giustificazione. La pietas cristiana impone rispetto per ogni morto, ma in questo caso prevale il rispetto per Lea Garofalo. Lo stesso Sindaco ha definito opinabile la sua scelta. E così è.
In realtà difficili come le nostre chi ha ruoli deve essere d'esempio, e non può in alcun caso lasciare dubbi rispetto ad una condanna ferma a tutto ciò che abbia odore di ndrangheta. Ma alla condanna a parole debbono poi seguire azioni e comportamenti coerenti e consequenziali. E in questo caso coerenza avrebbe imposto di non esprimere un cordoglio pubblico.
La vicenda non può essere ridimensionata e non può ridursi a giustificazioni varie perché questo territorio e soprattutto Petilia Policastro merita altro. Tutto ciò deve portare ad una riflessione seria dell’intera amministrazione, che in toto deve assumersi le proprie responsabilità, che non possono essere derubricate a semplici giustificazioni del tipo "lo facciamo con tutti". La vicenda è grave e non può essere sottaciuta in alcun modo».
Michele De Simone - Coordinatore provinciale Fratelli d'Italia Crotone



