«Già nei giorni scorsi, ho espresso in qualità di rappresentante Istituzionale di Azione della città di Crotone, gratitudine alle forze dell'ordine e agli inquirenti, in merito all'operazione Glicine, fiducioso che tutti coloro che sono stati interessati dai vari procedimenti avranno modo di dimostrare la propria innocenza.
Oggi apprendo dalla stampa che a Petilia l'amministrazione in carica attraverso un manifesto funebre esprime le condoglianze per la scomparsa di uno dei killer di Lea Garafalo, vittima di ndragheta. La cosa certamente lascia sgomento. Mi domando se l'amministrazione oggi in carica a Petilia riservi ad ogni famiglia colpita da un lutto la stessa delicatezza.
Se anche fosse ciò, il gesto è un offesa alla memoria di una donna barbaramente uccisa, offende la comunità libera di Petilia, offende ogni Calabrese. È fortemente diseducante per la società ed in particolare per i giovani.
Lea Garofalo è il simbolo della Calabria libera e coraggiosa. Una donna che ha aperto le coscienze, dando forza a tante altre donne per staccarsi da contesti criminali. Scriverò al Prefetto di Crotone, affinché pretenda chiarimenti e se necessario i giusti provvedimenti».
Salvo Riga
Consigliere Comunale del Comune di Crotone Capo di gruppo di Azione



