Questa mattina, alle 4:00, la comunità di Cutro si è riunita in un corteo per ricordare il tragico naufragio del 2023. Un gesto di memoria e resistenza, per non dimenticare le vittime e per ribadire la necessità di verità e giustizia.
Durante l’incontro con la segreteria Elly Schlein , sono emerse con forza le difficoltà che la nostra comunità continua ad affrontare. Cutro e le sue frazioni sono state abbandonate dalle istituzioni, lasciate a combattere da sole contro problemi ormai cronici: il dissesto idrogeologico, una sanità sempre più carente, la mancanza di prospettive lavorative e l’emigrazione forzata dei giovani.
Abbiamo parlato di una terra senza speranze, dove la paura di mettere al mondo figli cresce, dove il diritto alla cura è negato e dove, se una persona sta male, non c’è un mezzo di soccorso nel raggio di 50 km, a meno che non si tratti di volontari che si organizzano autonomamente. Una comunità che non ha ricevuto alcun sostegno, né morale né psicologico, dopo il naufragio, ma che anzi è stata colpita da un decreto che porta il nome di Cutro senza aver nulla a che fare con la tragedia vissuta.
Abbiamo messo in evidenza il valore e la dedizione dei soccorritori, che non hanno esitato a gettarsi in mare per salvare vite umane e che ancora oggi continuano a essere un punto di riferimento per la comunità. La loro presenza alla veglia e al corteo, con la torre faro che ha illuminato il cammino, è il simbolo di una solidarietà che non si spegne.
La segreteria ha assicurato che porterà avanti queste tematiche in Parlamento e che Cutro non sarà lasciata sola. Ha ribadito il suo impegno per la verità sulla strage e per una sanità che garantisca realmente il diritto alla cura.
Come segno di riconoscenza e testimonianza della nostra cultura, abbiamo donato alla segretaria Elly schlein e alla coordinatrice della segreteria nazionale Marta Bonafoni due “Antologia dei poeti cutresi”, un omaggio alla nostra storia e alla nostra identità, spesso dimenticate ma ancora vive.
Cutro è una comunità ferita, ma non rassegnata. Continueremo a lottare per il riconoscimento dei nostri diritti e per un futuro che, oggi più che mai, sembra volerci essere negato.



