Maxi operazione congiunta in tutta Italia, fermati decine di persone ritenute vicine al clan Mancuso di Limbadi
Una maxi operazione contro i clan della ndrangheta operanti nel Vibonese è stata lanciata questa mattina nelle province di Vibo Valentia, Cosenza, Como e Monza, da polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Il blitz che prende il nome di Operazione Costa Pulita è stato avviato in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura antimafia di Catanzaro nei confronti di 23 presunti boss e affiliati al clan dei Mancuso, operante nel Vibonese, ed alle cosche ad esso collegate Accorinti, La Rosa e Il Grande, anch'esse attive nei comuni del litorale.
Alle persone fermate sono contestati a vario titolo i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto illegale di armi e sostanze esplodenti. L’operazione "Costa Pulita", è stata condotta da personale delle Squadre mobili di Vibo Valentia e Catanzaro e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, dai carabinieri del reparto operativo di Vibo Valentia e della Compagnia di Tropea e dai finanzieri del Gico di Catanzaro al termine di indagini dirette dai sostituti procuratori Camillo Falvo e Pierpaolo Bruni e coordinate dal procuratore della Repubblica facente funzioni Giovanni Bombardieri.
Le indagini avviate nel 2013 hanno riguardato soggetti appartenenti, o comunque contigue, al potente clan dei Mancuso di Limbadi e delle consorterie collegate come quelle dei Accorinti, La Rosa e Grande, attive nell'intera provincia di Vibo Valentia. L'operazione Costa Pulita ha lambito anche contesti politici locali, in particolare le passate amministrazioni dei comuni di Briatico e Parghelia.
I NOMI DEGLI ARRESTATI. Tra gli arrestati nell'ambito dell’operazione denominata "Costa Pulita" spicca quello del presunto boss di Limbadi Cosmo Michele Mancuso, Salvatore Muzzopappa di Nicotera (cognato del boss Pantaleone Mancuso, alias Scarpuni), i fratelli Davide e Federico Surace di Spilinga, Giovanni Rizzo (cl. ’82) di Nicotera. In totale i fermati sono:
- COSMO MICHELE MANCUSO;
- SALVATORE MUZZOPAPPA di Nicotera;
- DAVIDE SURACE di Spilinga;
- SALVATORE SURACE di Spilinga;
- GIOVANNI RIZZO di Nicotera;
- ANTONINO ACCORINTI di Briatico;
- ANTONIO ACCORINTI, figlio di Antonino;
- FRANCESCO GIUSEPPE BONAVITA;
- LEONARDO MELLUSO di Briatico;
- EMANUELE MELLUSO di Briatico;
- SIMONE MELLUSO di Briatico;
- NAZZARENO COLACE di Portosalvo;
- GIUSEPPE EVALTO;
- GIUSEPPE GRANATO di Briatico;
- ADRIANO GRECO di Briatico;
- FERDINANDO IL GRANDE di PargHelia;
- CARMINE IL GRANDE di Parghelia;
- GERARDO LA ROSA di Tropea;
- GIANCARLO LOIACONO di Zambrone;
- FRANCESCO MARCHESE (cl. ’86) di Briatico;
- PASQUALE PROSSOMARITI di Briatico;
- SALVATORE PROSTAMO (cl. ’76) di Briatico;
- CARLO RUSSO di Zambrone.
I POLITICI INDAGATI. Oltre ai 23 arrestati questa mattina, nell'operazione Costa Pulita figurano anche politici ed amministratori locali tra gli indagati dalla Procura antimafia di Catanzaro. Si tratta dell'attuale sindaco di Briatico e presidente della provincia di Vibo Valentia, Andrea Niglia, dell'ex sindaco di Briatico Francesco Prestia e dell'ex assessore Domenico Marzano, dell’ex vice sindaco del Comune di Parghelia, Francesco Crigna.
I fatti oggetto delle contestazioni fanno riferimento all’arco temporale della passata consiliatura del Comune di Briatico conclusasi con lo scioglimento degli organi elettivi comunali per infiltrazioni mafiose.
BENI SEQUESTRATI. Durante le fasi dell’odierna operazione, si è proceduto al sequestro, ai sensi della normativa antimafia, di beni mobili ed immobili riferibili agli indagati per un valore di circa 70 mil. Di euro. Tra i beni sequestrati oltre 100 immobili, quote societarie e rapporti bancari ed anche 2 villaggi vacanze e tre compagnie di navigazione con altrettante motonavi che assicuravano, in regime di sostanziale monopolio, i collegamenti turistici con le Isole Eolie.



