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Operazione Mala Sanitas, i nomi dei medici coinvolti nelle indagini

Sono 4 i medici finiti agli arresti domiciliari e 7 tra medici e personale sanitario sospesi dall'esercizio della professione

E' un quadro a tinte molto fosche quello dipinto dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che questa mattina ha dato il via all'operazione Mala Sanitas che ha colpito 11 soggetti tra medici e infermieri dell'ospedale Riuniti.

Secondo la Procura nei reparti di ostetricia, ginecologia e pediatria dell'ospedale reggino ci sarebbe stato in vigore un sistema volto a coprire gli errori medici commessi in esecuzione di interventi eseguiti sulle pazienti. Coperture che, sempre secondo l'accusa, si sarebbero verificate in occasione di 2 distinti decessi di neonati, di un caso di lesioni irreversibili di un altro bimbo dichiarato poi invalido al 100%, di un caso di traumi e crisi epilettiche di una partoriente, nel caso di un procurato, e casi di lacerazioni di parti intime di alte pazienti. Situazioni in cui si sarebbe attuata la copertura finalizzata ad evitare ai medici responsabili eventuali problemi di natura giudiziaria.

L’articolata e capillare attività investigativa esperita dal Nucleo PT di Reggio Calabria ha permesso di acclarare l’esistenza, nei reparti di ginecologia, neonatologia, ostetricia e anestesia, ai Riuniti, di un sistema di copertura illecito, condiviso dall’intero apparato sanitario, che è stato attuato in occasione di errori medici commessi.

I NOMI DEI MEDICI COINVOLTI. 

Misura interdittiva della sospensione dell'esercizio della professione medica e/o sanitaria per 12 mesi:

  • SALVATORE TIMPANO
  • FRANCESCA STIRITI
  • PINA GRAZIA GANGEMI
  • MARIA CONCETTA MAIO
  • ANTONELLA MUSELLA
  • LUIGI GRASSO
  • ANNIBALE MARIA MUSITANO

E' stata invece applicata la misura interdittiva degli arresti domiciliari per

  • PASQUALE VADALA'
  • ALESSANDRO TRIPODI
  • DANIELA MANUZIO
  • FILIPPO LUIGI SACCA'

BAMBINO INTUBATO NELLE VIE DIGERENTI. Le indagini si riferiscono a fatti avvenuti tutti nel 2010. I medici ed i sanitari coinvolti, sistematicamente, secondo quanto riferito dagli investigatori in conferenza, cancellavano il loro nome dalla cartella clinica con il bianchetto. Addirittura, secondo quanto riferito in conferenza stampa, pare che "un bambino sia stato partorito alla 33^ settimana ed intubato dopo 50 minuti perché inizialmente gli avevano messo il tubo nelle vie dirigenti".

PROCURATO ABORTO SENZA CONSENSO. Gli inquirenti hanno riferito anche di un medico, tra quelli arresti nel corso dell'operazione Mala Sanitas, che avrebbe fatto abortire la sorella a sua insaputa, perché sospettava che il feto avesse una malattia cromosomica, nonostante la sorella avesse deciso ugualmente di tenere il bambino.

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