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Scuole abusive a Locri, arrestate 15 persone e sequestrati gli istituti

Operazione Euro-Scuola: Due edifici scolastici privi di autorizzazioni. Favorita la cosca Cordì.

Una vasta operazione antindrangheta coordinata dalla DDA di Reggio Calabria è scatta questa mattina a Locri dove 15 persone sono finite in manette con diverse accuse a carico.

Le complesse ed articolate indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Locri (RC), hanno permesso di acclarare che gli immobili che ospitano, a Locri, l’Istituto Statale d’arte “Panetta” e l’Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Agricoltura (Ipsia), sono totalmente abusivi.

Nel medesimo contesto sono stati sottoposti a sequestro preventivo i due istituti scolastici in questione e sono in corso ingenti sequestri finalizzati alla confisca di beni per equivalente. Questa mattina a Locri circa 800 studenti sono rimasti fuori i cancelli dei rispettivi istituti scolastici.

I provvedimenti odierni sono il frutto di una intensa ed articolata attività d’indagine condotta dai militari del Nucleo operativo dei carabinieri della compagnia di Locri protrattasi a partire dal 2015. I destinatari del provvedimento cautelare sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, ed in concorso tra loro, dei reati di truffa aggravata e continuata; abuso d’ufficio; frode nelle pubbliche forniture; il tutto aggravato dalla circostanza di aver agevolato la cosca di ‘ndrangheta dei Cordì operante nell’alto jonio reggino.

Secondo quanto emerso dall’indagine dei carabinieri del Gruppo di Locri, denominata 'Euro-Scuola' gli indagati sono tutti a vario titolo coinvolti nella gigantesca truffa che ha permesso a società immobiliari e di costruzioni di vendere o affittare alla Provincia di Reggio Calabria due immobili, oggi utilizzati come istituti scolastici, ma da sempre privi di certificati fondamentali, come agibilità e collaudo.

«La costruzione degli edifici risale al 2004-2005 – spiega il procuratore capo della Dda, Federico Cafiero de Raho – Nonostante con vari pretesti sia stato rinviato il deposito della documentazione necessaria, come i certificati di collaudo o di agibilità, la Provincia ha proceduto all’acquisto di un edificio e alla locazione di un altro».

Per anni, l’affitto del secondo immobile è stato rinnovato, senza che nessuno si preoccupasse di verificarne le condizioni. Circostanze che hanno indotto gli inquirenti a chiedere e ottenere il sequestro delle due scuole. «Già da stamattina sono al lavoro ingegneri, tecnici e periti – informa il procuratore – per verificare le condizioni di sicurezza dei due edifici».

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