Nei casi più severi l'infezione da Covid-19 comporta il ricovero nei reparti di Terapia intensiva per fronteggiare una polmonite interstiziale acuta con l'ausilio di macchine per la respirazione assistita. La disponibilità di posti in reparti funzionanti è elemento basilare per salvare molte vite.
Tra i dati che vengono costantemente monitorati vi è il livello di saturazione dei posti in Terapia intensiva rispetto alla reale disponibilità dei presidi ospedalieri. La violenta diffusione del virus nelle regioni del Nord Italia ha creato situazioni vicine alla totale saturazione dei posti disponibili in alcune regioni, che si sono dovute attivare per aumentarne la capienza. Viceversa nelle regioni del Meridione la scarsa diffusione del virus non ha, per ora, intaccato le disponibilità dei reparti.
Il livello di saturazione dei posti si ottiene dal rapporto tra i posti totali a disposizione di ogni regione e i posti occupati in un dato momento. Al 12 aprile la Liguria risulta la regione con la percentuale di saturazione più alta in assoluto (79%) e cioè su 183 posti letto complessivi di Terapia intensiva, 144 sono occupati. Seguono Piemonte e Lombardia al 69% di saturazione e le Marche (67%). Sopra il 50% di saturazione si trovano poi Trentino Alto Adige, Emilia Romagna (58%), Valle d'Aosta e Toscana (53%). Tra le Regioni del Nord è il Veneto a godere di una situazione migliore (42%) con 249 ricoverati in Terapia intensiva su 600 posti disponibili.
Le regioni con una saturazione molto bassa restano quelle meridionali, con il Molise (9%) e Calabria (10%) che godono delle situazioni migliori. In Calabria in particolare si registrano 14 ricoverati in Terapia intensiva su 144 posti letto disponibili.

Altro dato interessante per valutare la risposta al Covid-19 è dato dal numero di posti in Terapia intensiva rispetto alla popolazione residente. La media nazionale al 12 aprile 2020 è di 11,2 posti letto di Terapia intensiva ogni 100.000 abitanti (11,2/100.000).
Con 741 nuovi posti creati durante l'emergenza Covid-19, la Lombardia è la Regione più virtuosa tra le più colpite, passata a 1.700 posti letto pari a 16,4 per 100 mila abitanti (16,4/100.000). Meglio della Lombardia fanno la Valle d'Aosta (23,9/100.000) e la Provincia autonoma di Trento (18,1/100.000).
Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto superano di poco la media nazionale e si portano a 12 posti letto per ogni 100 mila abitanti.
Fanalino di coda le Regioni del Sud che scendono tutte sotto la media nazionale, e sotto la quota dei 10 posti letto ogni 100 mila abitanti con Campania (8,7), Puglia (7,6), Calabria (7,4) e Sicilia (4,7) ultima in classifica.
| REGIONE | POSTI TOTALI | POSTI X 100 MILA ABITANTI |
| LIGURIA | 183 | 11,8 |
| PIEMONTE | 554 | 12,7 |
| LOMBARDIA | 1.700 | 16,4 |
| MARCHE | 169 | 11,1 |
| TRENTO | 98 | 18,1 |
| EMILIA ROMAGNA | 573 | 12,1 |
| BOLZANO | 80 | 15,1 |
| ABRUZZO | 100 | 7,6 |
| VALLE D'AOSTA | 30 | 23,9 |
| TOSCANA | 447 | 12,9 |
| VENETO | 600 | 12,2 |
| UMBRIA | 106 | 12,9 |
| FRIULI V.G. | 100 | 8,2 |
| PUGLIA | 306 | 7,6 |
| SICILIA | 235 | 4,7 |
| SARDEGNA | 123 | 7,5 |
| LAZIO | 957 | 10,3 |
| BASILICATA | 64 | 11,4 |
| CAMPANIA | 506 | 8,7 |
| CALABRIA | 144 | 7,4 |
| MOLISE | 45 | 14,7 |



