Scoppia la guerra dei tamponi. La Regione Calabria risponde a quanti nelle scorse ore hanno collegato lo scarso numeri di contagi registrati al numero dei tamponi processati. Una inesattezza smentita platealmente dai numeri ufficiali che non sono mai tendenziosi.
Basta osservare i dati ufficiali della Protezione Civile o del Ministero della Salute per verificare che, alla data del 2 maggio, la Calabria ha effettuato 37.928 tamponi, mentre le persone testate sono 35.975. Va ricordato che i tamponi processati sono sempre di più delle persone testate, perchè una persona può ricevere più tamponi (è il caso dei malati che ricevono 2 o anche più tamponi per verificarne la guarigione clinica).
Prendendo come parametri il numero degli abitanti e il numero delle persone testate, in Calabria ne sono state controllate 35.975, pari a 1 persona ogni 55 abitanti della regione. Una media migliore di quella delle altre regioni del sud.
Basti pensare che la Campania ha testato una persona ogni 126 residenti, la Puglia una persona testata ogni 63 residenti, e la Sicilia una testata ogni 64 residenti. Nel Sud l'unica regione a fare meglio della Calabia è la Basilicata con una media di 1 persona testata ogni 41 residenti.
Numeri chiari che spingono la stessa Regione Calabria a rispondere oggi a mezzo stampa:
«In riferimento a quanto riportato dall’AGI -scrive la Regione nella nota- secondo cui fonti della maggioranza avrebbero fatto notare che i dati sui contagi fatti registrare in Calabria siano dovuti al ridotto numero di tamponi effettuati in rapporto a quello di altre regioni, si precisa che il numero dei casi testati in Calabria è pari a 35.975 che, in rapporto alla popolazione, evidenzia una media di un test ogni 55 abitanti. Tale risultato è tra i più alti tra le regioni del centro sud che registrano una media di 1 test ogni 60 abitanti.
Tutto ciò nonostante le difficoltà non dovute alla disponibilità dei tamponi ma al reperimento di reagenti e soprattutto delle attrezzature per l’effettuazione dei test nei 5 laboratori regionali. Il dato dei contagiati e la relativa percentuale in rapporto alla popolazione che risulta la più bassa tra tutte le regioni italiane, non è pertanto direttamente influenzato dal numero dei casi testati».



