Regionali, Nicola Irto ritira la candidatura: il PD tentenna e favorisce De Magistris


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Redazione Crotone24news.it

nicola-irto.jpg"Appare di continuo una volontà di mettere in discussione le decisioni prese da molto tempo dal Pd calabrese e dagli alleati di centrosinistra: ma continuando a perdere tempo si lascia terreno alla destra e a de Magistris. Rinuncio quindi all'incarico e chiedo a Enrico Letta di trovare una soluzione per non continuare a svilire la dignità degli elettori e dei militanti del Pd in Calabria".

Così Nicola Irto, attuale vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, ha annunciato, in una intervista al sito dell'Espresso, la rinuncia alla candidatura alla presidenza della regione Calabria per il centrosinistra.

"Il Pd - ha aggiunto - deve cambiare, non solo per poter mettersi in gioco alle elezioni, ma con una nuova generazione che c'è, anche se viene vissuta con fastidio da chi pensa solo a fare carriera: ma non possiamo ridurci ai feudi. Non possiamo solo pensare con chi ci alleiamo: il Pd deve dire cosa vuol fare. Parlano tutti di coalizione prescindendo dai programmi. La Calabria è allo stremo eppure sembra non importare a nessuno. A volte mi sembra di essere l'unico a pensare sia indispensabile un quadro netto di progetti, chiarezza per attuarli.

Non basta vincere, bisogna governare. Ho visto stallo e tatticismo. E ho anche visto che c'è un trasversalismo, in pezzi del centrosinistra calabrese, dovuto ad interessi comuni con pezzi del centrodestra. Allargare la coalizione è giusto e intelligente, ma non possiamo condannarci a muoverci con il bilancino. Non si è fatta chiarezza con il M5S, ad esempio. Io ho dato la mia disponibilità alle primarie proposte dalla Nesci. Ma ad oggi siamo fermi pure su quello, anche le forze a sinistra del Pd tentennano".

"È stata una ingenuità politica - ha concluso Irto - continuare a inseguire de Magistris, che ha scelto di candidarsi per fuggire da Napoli e, dopo averla lasciata in un mare di debiti, pensa di trovare qui un rifugio politico o una terra di conquista. Le primarie sarebbero state l'occasione per mettere insieme tutti quelli che vogliono battere la destra. Ma lui ha detto sempre di no: quindi o ha paura di confrontarsi, o non è davvero alternativo al centrodestra. È un'altra vittoria del personalismo sulla responsabilità". (ANSA).

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