Il Crotone in Serie A arriva dopo una lunga cavalcata durata 26 anni che hanno visto la squadra calabrese raggiungere ben dieci promozioni, dalla terza categoria alla massima serie.
Quella che in altre circostanze chiameremmo "favola", in realtà alle spalle ha un progetto solido. Quello dell’imprenditore Vrenna che ha preso in mano la società nel 1993 in seconda categoria e l’ha portata a San Siro.
SOFFERENZA FINO ALL'ULTIMA GIORNATA
Che quello del Crotone non sarebbe stato un campionato facile c’era da aspettarselo. Come fanno spesso notare gli analisti di scommesse sulla Serie A, una squadra molto giovane, al primo anno in assoluto di serie A, con una nuova guida tecnica e alcuni giocatori, che erano stati decisivi l’anno scorso, partiti verso altre destinazioni, non poteva non avere tutte queste difficoltà. Davide Nicola è dovuto ripartire da zero, dopo la marcia trionfale portata a termine nella serie cadetta da Ivan Juric. L’allenatore croato aveva creato un sistema di gioco efficiente e spettacolare, un 3-4- 3 che aveva permesso al centravanti Budimir e al gioiellino scuola Roma Federico Ricci, autore di 10 gol, di mettersi in mostra. Ora Juric siede sulla panchina del Genoa e le due giovani promesse hanno abbandonato la Calabria in cerca di fortuna alla Samp e al Sassuolo.
Tanto di cappello dunque al lavoro che Nicola sta svolgendo, ma il cambio di allenatore non ha quasi mai portato annate positive. La società ha cercato di rimediare, ma la realtà è che la squadra si è presentata ai nastri di partenza della serie A con una rosa rivoluzionata da tante partenze, in parte sopperite dagli arrivi di Mesbah, Crisetig, Trotta, Falcinelli e Rosi: nomi di esperienza e di qualità che potrebbero risultare indispensabili per centrare l’obiettivo della salvezza.
La squadra ha subito quindi una inevitabile fase di rodaggio all’inizio, facendo registrare un filotto di otto sconfitte e due pareggi nei primi dieci turni di campionato, con una differenza gol di -13. Ma non bisogna sottovalutare il fatto che il Crotone ha disputato ben 10 partite su 12 fuori casa, avendo giocato quattro partite interne sul campo neutro di Pescara, per momentanea inagibilità dello Scida. Partite che forse tra le mura amiche avrebbero potuto portare in qualche punto in più e che invece hanno dato alla squadra di Nicola un misero punticino e tre sconfitte più o meno evitabili.
IL RITORNO ALLO SCIDA
Il ritorno nel proprio stadio è coinciso infatti con la prima storica vittoria in campionato contro il Chievo, ma anche con una forma atletica e tattica che inizia a dare i propri frutti. I rossoblu, infatti, hanno anche ottenuto il loro primo punto in trasferta contro la Fiorentina e domenica scorsa fino ha perso con un ingiusto ed esagerato 3-0 sul campo dell’Inter, considerando che fino all’85 il risultato era fermo sullo 0-0.
Fortunatamente nulla è compromesso, la zona salvezza è lontana ma non troppo e la sensazione è che tra le squadre di coda, il Crotone sia quella con un margine di miglioramento più alto rispetto alle avversarie che sembrano aver già espresso il proprio potenziale.



