Ottima prova dei rossoblù a Milano: Walter Zenga osannato dal pubblico di San Siro.
Un super Crotone riesce a portare a casa un punto meritato contro un Inter prevedibile e depressa. Un’impresa storica quella dei rossoblù di Zenga, che hanno conquistato il loro primo punto a San Siro con una prestazione convincente.
L'Inter invece prosegue la lunga striscia di partite senza vittoria. I numeri certificano il momentaccio della squadra di Spalletti: quinto pareggio consecutivo in campionato, la vittoria manca da 10 partite e da ormai due mesi (il 5-0 di Inter-Chievo del 3 dicembre, momento in cui però si è spenta la luce). Onore al grande ex Walter Zenga, applauditissimo da tutto lo stadio e in lacrime a fine gara.
Zenga sostituisce l'infortunato Sampirisi con Faraoni, nel tridente d'attacco Nalini al posto dell'acciaccato Stoian. Dopo il minuto di silenzio per ricordare Azeglio Vicini, si inizia con l'Inter che punta sugli esterni. Perisic sembra in giornata (ma è un'illusione) e al 25′ è da un suo calcio d'angolo che Eder trova il colpo di testa vincente, con la deviazione di Faraoni, che sblocca la partita.
Il vantaggio toglie la frenesia all'Inter che inizia a controllare la gara senza ricevere particolari rischi. Nella ripresa il Crotone prende coraggio, anche perché l'Inter fa poco per raddoppiare. Al 60′, un'azione corale dei calabresi sfocia in un passaggio di Nalini a Trotta, la palla carambola su Borja Valero e poi su Barberis che è lesto a piazzare la palla sulla destra di Handanovic.
Il pareggio dà ancora più morale al Crotone, che gioca senza paura. Il contrario dei padroni di casa e ne è l'infinità di passaggi sbagliati e una doppia occasione fallita da Perisic. Spalletti si gioca le carte Rafinha (che vivacizza la squadra), Cancelo e Karamoh ma Cordaz non viene mai impensierito. E' un film già visto da inizio campionato: l'Inter non ha un gioco, in area di rigore c'è il deserto, la panchina non può garantire ricambi a titolari già modesti e inevitabilmente il pubblico perde la pazienza. Così, finita la gara, San Siro fischia sonoramente tutti. Giustamente. Per Zenga invece, che non trattiene le lacrime, solo grandi applausi.



