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Sport: Gattuso, un calabrese rampante

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di Redazione
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02-07-gennaro-gattuso.jpgLa Calabria è senza dubbio una delle regioni con più carattere di tutta Italia. Questo carattere così fiero e orgoglioso si ripercuote in tutte le attività sociali, e il calcio è una di queste.

Adesso che la Serie A non vede la presenza di nessuna squadra di questa regione, il calabrese più famoso attualmente alla ribalta è senza dubbio Gennaro Gattuso, fresco campione della Coppa Italia Coca Cola con il Napoli dopo aver ribaltato con grande abilità una situazione incresciosa per il club azzurro, in chiara crisi di risultati nel mese di dicembre. Il grande impatto del nativo di Corigliano Calabro sulla squadra azzurra viene però dalla sua indole guerriera, qualcosa di ben noto nel mondo del calcio italiano degli ultimi 20 anni.

Grinta e dedizione

Cresciuto in campi di periferia e non dotato di talento puro per maneggiare la sfera di cuoio, il giovane Ivan Gennaro si fece però notare per il suo spirito di abnegazione e per la sua grinta a tutto campo. Mediano battagliero e dedito alla causa del gioco di squadra fin dal suo primo giorno nel calcio professionistico. Cresciuto nel Perugia, club nel quale milita dal 1990 al 1997, avrebbe fatto il suo arrivo in Serie A nella stagione 1996-97, prima di decidere di intraprendere una sfida inedita e poco frequente per l'epoca, ossia andare a giocare all'estero. La sua esperienza ai Glasgow Rangers nella stagione 1997-98 non solo lo aiutò a diventare un calciatore più completo e dedito al lavoro, ma gli permise anche di conoscere la sua attuale moglie Carla. Il mediano calabrese si fece amare tantissimo dai tifosi dei Rangers e condivise lo spogliatoio con una leggenda come Paul Gascoigne, Gattuso fu ribattezzato Braveheart per la sua maniera di giocare dando sempre tutto per la squadra. Ma il ritorno in Italia era questione di tempo e la possibilità offertagli dalla Salernitana di giocare da titolare assoluto in Serie A nella stagione 1998-99 fu importantissima, dato che lo mise nel radar delle migliori squadre italiane.

I trionfi al Milan


Colui che come calciatore ha rappresentato come nessun altro il prestigio di un luogo come la regione Calabria, arrivò così nientemeno che al Milan nell'estate del 1999, prendendosi subito non solo un posto da titolare ma anche il cuore dei tifosi rossoneri. In quegli anni, la squadra di Milano prendeva pian piano la forma di una corazzata di livello assoluto sotto la guida di Carlo Ancelotti, ex calciatore rossonero diventato allenatore sotto la guida del mitico Arrigo Sacchi. Gattuso, mediano di rottura, divenne non solo titolare affianco a un giocatore di grande tecnica come Andrea Pirlo, ma si impose anche come un vero e proprio leader dello spogliatoio. In quel periodo, il campionato italiano era diverso, molto lontano dall'attuale Serie A sponsorizzata dalla Tim che vede anche quest'anno la Juventus come la squadra favorita, secondo le scommesse online con una quota di 1,25 il 26 giugno. Subito dopo il 2000, il Milan di Ancelotti iniziò a fare scuola con un calcio votato all'attacco nel quale Gattuso era sostanzialmente l'unico, difensori a parte, a dedicarsi alla fase passiva, correndo praticamente per quattro e dando tantissima quantità a una squadra imbottita di talento. Con la squadra rossonera, il mediano di Corigliano vinse due Scudetti e soprattutto due Champions League, spiccano sempre tra i protagonisti e tra i principali trascinatori dal punto di vista morale. Fu inoltre fondamentale nella cavalcata della nazionale azzurra al mondiale 2006, vinto dall'Italia in finale contro la Francia. Il suo ruolo di collante nel Milan e nella nazionale fu essenziale per vincere tanti trofei: Gattuso sopperiva alla mancanza di talento con una forza di volontà straordinaria, risultando un leader carismatico a tutto tondo.

La Coppa Italia al Napoli


Nonostante i suoi grandi successi in campo, Gattuso ha dovuto studiare e sudare molto per diventare un allenatore professionista. Dopo una gavetta non da poco, nella quale non ha accettato alcun tipo di favoritismo, l'ex mediano ha avuto la possibilità prima di allenare il Milan, portandolo vicinissimo alla qualificazione alla Champions League. Poi, allontanatosi dal club che gli ha dato tanto come calciatore per divergenze di vedute con la dirigenza, si è ritrovato al Napoli al posto del suo maestro Carlo Ancelotti. L'arrivo al San Paolo nel dicembre 2019 non avveniva certamente nelle condizioni più difficili, data la situazione molto traballante all'interno dello spogliatoio. Eppure Ringhio, come lo conoscono tutti nel mondo del calcio, non si è fatto spaventare da quanto doveva trovarsi a gestire ed ha accettato con felicità la proposta di contratto del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Succedere a colui che era stato il suo grande esempio come tecnico di successo non era facile ma Gattuso non si è fatto spaventare, anzi ha deciso di affrontare questa sfida con la determinazione che da sempre lo ha contraddistinto. Dopo aver conosciuto bene i limiti della squadra ed aver capito quali punti toccare, l'ex tecnico del Milan ha deciso di puntare tutto sul suo amato 4-3-3, lasciando il possesso di palla agli avversari e giocando più di rimessa ma senza rinunciare al palleggio in fase d'attacco. Il risultato è stato evidente: il Napoli ha vinto la Coppa Italia eliminando prima la Lazio, poi l'Inter e battendo in finale una Juventus molto superiore per quanto dice la sua rosa.

Il trionfo della Coppa Italia è la chiara dimostrazione che con il lavoro Gattuso ha nuovamente rotto gli indugi e si è imposto ad alti livelli. Anche da allenatore.

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