Milan, lo scudetto dopo tanti anni è frutto dei meriti della dirigenza


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Redazione Crotone24news.it

18-07-milan.jpgProvando a riavvolgere il nastro dello scorrere del tempo alla scorsa estate, in pochi, su quelli che sono i migliori siti di scommesse, avrebbero scommesso sulla vittoria del tricolore da parte della compagine rossonera. Ebbene, in realtà il lavoro fatto da Pioli è stato meraviglioso, ma è necessario riconoscere anche i meriti della dirigenza rossonera, che ha saputo fare un grande lavoro in termini di costruzione della rosa che è stata poi consegnata all’ex allenatore della Fiorentina e del Bologna.

Idee precise e una notevole coerenza, il percorso di ricostruzione del Milan e il suo rilancio sia in Italia che in ambito europeo passano inevitabilmente da questi due capisaldi. È proprio sulla base di questi due valori che la dirigenza ha saputo provvedere alla ricostruzione di una competitività che da tanto, troppo tempo mancava a Milanello. Insomma, un vero e proprio distacco rispetto all’improvvisazione che tanto ha caratterizzato gli ultimi anni.

Calciomercato sostenibile, con un focus sui giovani

Già alla fine della stagione 2020-2021 si poteva notare come diversi calciatori acquistati da Maldini e Massara avrebbero potuto creare le basi per un ciclo vincente. Da Theo Hernandez a Leao, passando per Bennacer e Rebic. Insomma, nessuno di questi si sarebbe deprezzato e nemmeno avrebbe portato in dote una minusvalenza.

Alla fine di quella stagione, l’unico giocatore che non aveva ancora fatto il salto di qualità era Leao che, invece, è esploso letteralmente nell’annata che si è da poco conclusa. Se lo scatto che mancava era quello a livello mentale, anche Ibrahimovic ha messo in evidenza come sia stato lo stesso portoghese a fare quello che serviva per farlo diventare un grande giocatore. E, in effetti, la stagione che ha disputato Leao è davvero da trascinatore, portando il Milan sulle spalle per diverse partite verso lo scudetto.

Uno dei grandi meriti della società rossonera è stato senz’altro quello di aver continuato a credere nelle capacità e potenzialità di Leao. Anche nei momenti più complicati e difficili, il talento portoghese non è mai stato messo in discussione.

Un nuovo modo di operare per un club italiano

La consapevolezza di aver fatto degli errori in passato e la volontà di non ripeterli più. La capacità di supportare i talenti acquistati in sede di calciomercato, supportandoli poi anche nelle fasi più difficili e aspettandoli quando necessario, come è stato fatto ad esempio anche con Tonali, rappresenta un modo di operare che non ha eguali in Italia.

Il Milan non ha voluto farsi tirare per il colletto dai procuratori, in un gioco d’azzardo in cui si sono volutamente tirati indietro. La dirigenza rossonera ha deciso di evitare che la ricerca dei giocatori più funzionali al progetto di Pioli avvenisse in modo reattivo e lasciando il bandolo della matassa in mano agli agenti. Proprio per questo motivo, non è certo banale il fatto di aver realizzato un’operazione di scouting a livello mondiale, con un chiaro ed evidente focus sui giovani, il cuore della rinnovata strategia rossonera sul mercato.

Quindi, la scelta di assumere in società anche degli analisti di alto profilo è stata decisamente positiva e soddisfacente. Sostenibilità, non fine a sé stessa, visto che c’è stato comunque sempre spazio per le intuizioni. La costruzione di un metodo che potesse diventare riproducibile anche nelle stagioni a venire, nonostante l’abituale ricambio di personale. È questo il metodo di lavoro con cui si realizzano dei progetti vincenti, ma soprattutto con cui si vanno a mettere le fondamenta per la realizzazione di un’identità vincente di un club. Questa voglia rinnovata di un vero e proprio team anche a livello societario in grado di occuparsi della ricerca di giocatori, con un comparto di scout di alto livello, è stata la molla che ha permesso al Milan di fare il salto di qualità e di tornare a vincere, per il momento, in Italia.

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