Le regole sono fatte per essere rispettate. Questo però non vuol dire che debbano mantenersi sempre uguali a sé stesse. Così vale anche per il calcio. Da Agosto 2023, le cose sono destinate a cambiare in Supercoppa Europa. La UEFA ha parlato: niente più tempi supplementari in caso di pareggio dopo i primi 90 minuti di gioco. Si andrà ai rigori.
Le nuove regole UEFA
Le regole di uno sport come il calcio sono un riferimento da cui dipende tutto il gioco. Non servono soltanto a stabilire il corretto andamento di un incontro, ma influenzano ogni aspetto del match. I giocatori che sanno che, dopo 90 minuti, potrebbero ancora correre per tutti i supplementari, stabiliscono un rapporto diverso con il campo e le proprie energie. Così, i tanto emozionanti rigori vengono spesso guardati con occhi diversi da giocatori e tifosi. I player sanno che avranno bisogno di una concentrazione che, dopo 2 ore in campo, potrebbe venire meno. I tifosi invece si riversano a consultare le quote dei siti scommesse italiani su scommessesulweb.com per il brivido dell’ultimo minuto. Bene, tutti questi elementi sembrano destinati a cambiare, almeno per quel che riguarda la prossima Supercoppa Europea.
In vista dell’incontro Manchester City – Siviglia, in programma per mercoledì 16 agosto 2023, da disputare nello stadio Karaiskakis del Pireo, ad Atene, UEFA ha cambiato le carte in tavola. Non tutte, ovviamente, ma quel tanto che basta per attirare l’attenzione, le perplessità e le riflessioni di tutti gli interessati al mondo del pallone. Oggetto di questi cambiamenti sono le regole su tempi supplementari e rigori. Questa è una rivoluzione molto semplice: agendo su una semplice regola, sta già facendo molto parlare di sé.
La UEFA per la prossima Supercoppa Europa ha infatti abolito i tempi supplementari. In caso di pareggio allo scadere del 90° minuto, si andrà direttamente ai rigori. Come si vede, è un cambiamento isolato, che però crea già perplessità, malumori e tensioni da più parti. Il resto del format non subisce alcuna modifica: la finale è una partita secca in campo neutro, almeno per il momento. Non è infatti un mistero che si vorrebbe trasformare questa gara unica in un sistema a final four, come la supercoppa italiana.
In vista della Supercoppa
L’incontro tra Manchester City e Siviglia è dunque destinato a entrare nella storia delle rivoluzioni calcistiche, almeno per quel che riguarda la Supercoppa europea. Il Manchester City vive già l’emozione di trovarsi per la prima volta a disputare questo incontro. Per il Siviglia, invece, questa sarebbe la settima presenza in Supercoppa. Potrebbe trattarsi anche della seconda vittoria, dopo quella portata a casa contro il Barcellona, per 3-0, nell’ormai lontano 2006/2007.
Date le aspettative, è normale che sorgano dubbi e aspettative sull’andamento del prossimo incontro. Il passaggio diretto dai canonici 90 minuti ai rigori potrebbe avere un impatto decisivo su tutto il match. L’approccio dei giocatori in campo cambia radicalmente. Il senso della resistenza fisica e mentale da mantenere nel match risulterà stravolto. Di certo, l’invito resta lo stesso: tutte le parti in causa devono fare del proprio meglio. Questo vale tanto per i giocatori, quanto per la squadra arbitrale, che avrà al suo arco frecce come il VAR e la Goal Line Technology.
Tutti gli occhi saranno puntati su Manchester City – Siviglia. Sarà la prima Supercoppa con le nuove regole, senza supplementari, nonché forse l’ultima con il format secco che da tempo caratterizza la competizione. Non è un caso che l’interesse per le dirette televisive legate a questo incontro sia ormai alle stelle. Non c’è di mezzo solo il tifo del pubblico: in gioco, sembra esserci qualcosa di più.
Perché accelerare i rigori?
Il resto sarà storia, come tutte le volte in cui si è andati al tiro da dischetto. Le emozioni e le attese della squadra e del pubblico si intrecciano come sempre in quei pochi istanti. Forse UEFA desidera rendere il calcio meno stancante per i giocatori, già provati, e per il pubblico, che ha fame delle emozioni che solo i calci di rigore sanno regalare. Accelerare e favorire l’arrivo dei rigori potrebbe però sembrare ad alcuni una forzatura anti-sportiva. Altri invece forse non desiderano altro che di vedere un nuovo rigore ribaltare o confermare i risultati di un incontro appassionante.
Momenti come il cucchiaio di Totti a Van Der Sar negli Europei del 2000 o, ancora, gli errori di De Rossi e Di Natale contro la Spagna nel 2008 hanno in comune una cosa, infatti: sono attimi che, nel bene e nel male, si legano tutti a un tiro dal dischetto. Agli Europei 1980, nella lotta per il terzo posto tra Cecoslovacchia e Italia, gli azzurri scendono dal podio per via di un errore dal dischetto di Collovati. Il successo invece arride nel 2012 a Diamanti, che ai rigori determina la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra nei quarti di finale.
Anche la Champions League, nel corso della storia del calcio, ha aggiunto carne al fuoco dei rigori più significativi. Il Milan guadagna la Champions 2002-2003, grazie al rigore di Shevchenko contro la Juventus. Infine, si può chiudere con una panoramica sui Mondiali di Calcio. Roberto Baggio ai Mondiali USA 1984 regalò la Coppa al Brasile, così come Trezeguet la regalò all’Italia nella finale dei Mondiali Germania 2006. Cosa hanno in comune queste due situazioni? Sono entrambi errori fatali commessi durante i rigori, in finale di campionato mondiale.



