Il Milan non è certamente partito con il piede giusto, considerando i risultati raccolti fino a questo momento e le tante delusioni incassate, in Serie A così come in Europa. Il tutto a dispetto delle premesse iniziali, dato che Fonseca non ha mai nascosto la sua ambizione in merito alla vittoria dello scudetto.
E se da un lato l'organico teoricamente consente di sognare, dall'altro la realtà parla di un Milan timido, incapace di dimostrarsi all'altezza e puntualmente deludente. Un Milan, in sintesi, che si nasconde sotto le foglie perché non regge la pressione.
La "timidezza" del Milan di Fonseca
Il Milan di Fonseca è un Milan timido, che non sa reggere le pressioni, né in campo né fuori. Pur essendosi ritagliato il suo spazio nelle quote vincente Serie A e nei pronostici degli esperti, sembra che al momento i rossoneri siano esclusi dalla lotta scudetto. Un'esclusione che parte innanzitutto dagli stessi uomini di punta del team guidato dal portoghese. Si parla nello specifico di Rafael Leao e di Theo Hernandez, autori di prestazioni ben al di sotto dei loro standard, e con un atteggiamento in campo tutt'altro che positivo.
Basti ad esempio pensare all'episodio del cooling break avvenuto contro la Lazio, o all'espulsione di Theo Hernandez dopo il fischio finale contro la Fiorentina, costata 2 giornate di squalifica. Hernandez, fra le altre cose, appare spesso distratto in campo, e come se non bastasse questo ora sembra che ci siano anche dei problemi con il rinnovo del contratto. Leao apre un altro capitolo doloroso per le ambizioni del Milan: il portoghese sembra aver raggiunto il massimo del suo potenziale, frenato non dalla tecnica ma dallo spirito. Non un campione, ma un giocatore forte, e di certo non quel leader di cui il Milan avrebbe bisogno.
Tutti elementi che si traducono nei freddi numeri: i rossoneri, infatti, sono al 6 posto in classifica a 5 punti di distanza dal Napoli capolista, con 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. L'unica vera nota positiva di questo primo scorcio di stagione è stata la vittoria nel derby, contro un'Inter distratta e probabilmente sorpresa dall'aggressività del Milan. Un successo poi vanificato dalla già citata sconfitta in casa della Fiorentina, e da un atteggiamento che non sembra essere beneaugurante.
Il Milan si nasconde, Fonseca no
Se da un lato il Milan fa di tutto per uscire dalla lista delle pretendenti per lo scudetto, dall'altro il tecnico Fonseca non si nasconde. Il portoghese ha sempre sottolineato cosa si aspetta dalla sua squadra, ovvero lottare per il titolo ed essere assoluto protagonista di questa Serie A. Lo ha dichiarato ad inizio stagione, dopo l'amichevole contro il Barcellona, e lo ha ripetuto a metà settembre, prima della partita (poi vinta) contro il Venezia.
Fonseca ha inoltre dichiarato che i giocatori, per primi, credono fermamente in questo obiettivo. Guardando alle prestazioni, però, appare chiaro che non tutti i calciatori della rosa sono convinti di ciò, o quantomeno motivati nel supportare le ambizioni di Paulo Fonseca. Non è un caso se si parla di "spogliatoio spaccato", soprattutto dopo l'episodio dei rigori contro i viola.



