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Milan, tra speranze e spaventi: Camarda illumina il Celtic Park

Il Milan ha rischiato di iniziare la nuova stagione con Ruben Amorim in panchina esattamente da dove l'aveva finita con Massimiliano Allegri: con le solite disattenzioni difensive che ti fanno venire voglia di strapparti i capelli. In casa del Celtic il Diavolo parte con sei italiani in campo, Tomori e Pavlovic in difesa, Athekame e Loftus-Cheek a completare l'undici iniziale. Tutto sembra ordinato, tutto sembra sotto controllo. Poi, ecco, succede il disastro.

I rossoneri non hanno neanche il tempo di recepire le indicazioni di Amorim, che si trovano già sotto di un gol. Terribile l'errore di Pavlovic in costruzione. Il serbo gioca su Torriani, ma sbaglia tutto e libera Duran, bravo ad approfittarne. Praticamente regala il pallone al nemico come se non avesse mai visto una partita in vita sua.

Gli errori che brucia ancora

Prima della mezz'ora ancora un regalo del Milan, dai. Spalle alla porta avversaria sulla trequarti rossonera, Ricci gioca un retropassaggio che supera Pavlovic ma non arriva mai a Torriani. Il Celtic intercetta e con Forrest raddoppia. Due gol concessi così, senza neanche difendersi bene, senza neanche lottare. È il tipo di cosa che fa pensare: ma questi hanno proprio capito le indicazioni del nuovo allenatore? Oppure gli serve tempo?

Insomma, dopo venti minuti la gara sembra già finita. Il Milan è passivo, confuso, come se Amorim fosse arrivato da una settimana e non due ore. Ma il calcio, guarda, è una cosa strana. Ti mette già sotto, ti umilia, e poi all'improvviso accade qualcosa di inaspettato che ti ridà speranza.

Il ritorno di Camarda illumina la notte scozzese

Nella ripresa il Diavolo si salva con Camarda. Tornato dal prestito al Lecce, in una stagione purtroppo per lui non memorabile, il giovane attaccante si procura un rigore, che trasforma lui stesso accorciando le distanze. Un guizzo da vero centravanti, quello che ti dice che forse, forse, il futuro del Milan ha un volto giovane e promettente.

Camarda è il più pericoloso tra i rossoneri da quel momento in poi. Manda sopra la traversa di testa e impegna il portiere avversario con una conclusione all'angolino. Il pareggio è nell'aria, o meglio, lo senti che sta per arrivare, come quando prima di un temporale senti il cambio di pressione atmosferica.

E infatti, ecco, fa tutto Chukwueze sulla destra, Camarda sale in cielo e firma il 2-2. Semplice, pulito, efficace. Il giovane attaccante che nell'estate 2024 ha firmato il suo primo contratto da professionista respingendo le ricchissime offerte di Manchester City e Borussia Dortmund ha convinto immediatamente Amorim. Le parole del portoghese sono chiare, tranquillizzanti: «Giocherà con noi per tutta la stagione». Non è una promessa vaga, è un impegno.

La fame di un talento cresciuto sui social e sul ring

Cresciuto con i video su YouTube del suo idolo Kakà e con l'amore per il kickboxing (come Zlatan Ibrahimovic, chissà se è una coincidenza), Camarda ha un sogno piuttosto semplice: esplodere definitivamente con la maglia del Milan. Non vuole brillare altrove, non vuole fare l'esperienza bella ma lontana da casa. Vuole diventare una leggenda rossonera, tipo come il suo idolo brasiliano.

E se guardi le questioni di disciplina e squalifiche nel calcio italiano, scopri come certi comportamenti possono mettere a rischio la carriera di giovani talenti, per cui per un ragazzo come Camarda che ha tutto il futuro davanti, la mentalità giusta è fondamentale. Non può permettersi distrazioni, non può permettersi errori che vadano oltre il rettangolo di gioco.

L'ombra dei problemi fisici su Gila

Se Amorim si gode il giovane attaccante, è però in apprensione per Gila. La gara dello spagnolo dura poco più di venti minuti per un problema muscolare. Un indurimento alla coscia per cui ha preferito fermarsi, non rischiare ulteriormente. Domani gli esami strumentali diranno di più. In questi casi il dubbio è sempre lì, puntuale. È serio? È banale? Quanto tempo perdiamo?

Amorim però tranquillizza l'ambiente: «Non è niente di serio». Parole che suonano come una carezza sulla fronte dopo una brutta caduta. Se è così, bene. Se non è così, beh, allora il Milan ha un problema in più da gestire. Perché perdere un difensore centrale in un momento di transizione con un nuovo allenatore non è mica la cosa migliore che possa capitare.

Chi segue le previsioni lotto sa che il destino è una cosa strana, e il calcio a volte assomiglia al gioco più che a una scienza. Una sera sei disperato perché perdi 2-0 contro il Celtic e il tuo nuovo allenatore sembra non aver capito nulla della squadra. La sera dopo stai pensando al futuro con Camarda che illumina il cielo scozzese. È così che funziona, a volte. È così che il calcio ti sorprende.

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