Piano regolatore portuale: gli operatori portuali crotonesi inviano le loro osservazioni ad autorità ed istituzioni
L'Associazione Operatori Portuali e Marittimi ha prodotto un documento di comunicazione sul redigendo Piano Regolatore Portuale (PRP) protocollato via PEC a vari Enti, Istituzioni, Dipartimenti e Autorità con l'auspicio di fare chiarezza sugli aspetti progettuali di uno strumento chiave per il rilancio del territorio calabrese.
Nonostante gli evidenti ritardi, l'appalto per la progettazione risale al 2008/2009 e ancora oggi non esiste neanche una bozza di preliminare definitiva, e i gravi disagi e danni generati ai cittadini e alle imprese, l'Associazione intende proseguire sulla strada della trasparenza e della condivisione, senza alcuna voglia di fare polemiche o accuse tantomeno politiche, con il fine di continuare a promuovere una concertazione concreta e costruttiva, nell'interesse della crescita e dello sviluppo dell'intera comunità.
"L' Associazione - si legge nel documento inviato alle autorità - composta d’aziende e attività direttamente legate a tutti i settori dell’economia portuale, già dal 2012 con un comitato di circa quaranta imprese ha provato con spirito costruttivo e trasparente a far emergere quello che oggi appare finalmente chiaro e palese a tutti: ovvero la possibilità di ampliare all’esterno dell’attuale perimetro il porto e prendere in seria considerazione, per le scelte di previsione delle future banchine, le vasche di colmata che si creeranno anche nella riva antistante i vecchi siti industriali da circa trent’anni dismessi, come tra l’altro ipotizzato sin dal 2008/2009, al fine di accogliere il materiale dragato all’interno del Porto Nuovo, in piena area S.I.N..
Ultime in ordine di tempo sono le dichiarazioni che vanno in questa direzione della IV e V Commissione Consiliare Comunale con il comunicato ufficiale pubblicato il 29 gennaio 2016, comunicati stampa di partiti politici di tutte le estrazioni e le ulteriori annotazioni della Camera di Commercio di Crotone Protocollo 16652 cat. 7.6 del 15 dicembre 2015. In questi anni sono stati molti i soggetti tecnici e professionisti, associazioni, Enti e Istituzioni, che hanno puntualizzato la necessità di bonificare, dragare e potenziare il grande bacino centrale del Porto Nuovo, l’area chiamata Spiaggia delle Forche, al fine di:
1) Aumentare le banchine con la previsione iniziale di un primo molo orientato Nord/Sud, ideale per i venti predominanti e disponibile ad accogliere in massima sicurezza le più grandi navi da crociera al mondo in una posizione di pregio, nelle vicinanze del centro storico, del lungomare e di Piazza Pitagora.
2) Permettere un’estensione maggiore dell’area dei cantieri con la previsione, ad oggi ancora mancante, di attrezzature di sollevamento per le imbarcazioni di tipo travel lift e syncrolift, date le moltissime richieste e interessamenti di imprese locali ed estere.
3) Collocare più verso Est, nei pressi della nuova zona mercatale nel Piazzale Nettuno, l’area pesca e il mercato ittico così anche d’allontanarli dalle polveri che ovviamente generano le attività cantieristiche e mercantili di scarico/carico merci.
4) Ultimo nell’elenco ma primo per importanza, bonificare l’area dagli innumerevoli metalli pesanti che si trovano in profondità nei fondali. tra le molteplici ipotesi di estensione delle banchine portuali verso l’esterno e la necessaria barriera/banchina antistante l’ex area industriale, che ancora oggi continua a contaminare il nostro mare riversando agenti inquinanti, si genera un enorme capacità di metri cubi di vasche per accogliere in massima sicurezza le sabbie e i fanghi inquinati derivanti dal dragaggio del porto, così un reale potenziamento, bonifica e sviluppo dell’infrastruttura portuale crotonese, strategica non solo per la regione ma per l’intera Nazione.
Ricordiamo - prosegue il documento a firma di Marco Tricoli presidente dell'associazioni Operatori portuali e marittimi - che il millenario Porto di Crotone, prospicente alle rotte nel Mediterraneo e che attende dall’inizio degli anni novanta una sana e concreta pianificazione post-industriale, può fungere da traino per un forte aumento dei redditi e del Pil nazionale, in virtù proprio della posizione strategica, degli enormi spazi dei quali dispone e della straordinaria disponibilità ad accogliere tutti i settori dell’economia portuale garantendo sviluppo e posti di lavoro agli operatori locali e alle imprese estere eventualmente interessate, nessuno escluso.
Viceversa prevedere soluzioni che spezzano a due questi ampi specchi acquei, interventi e moli che limitano l’ingresso delle gigantesche navi che continuano ad essere varate e che in futuro, anche breve, potrebbero arrivare a dimensioni oggi impensabili, ed in particolare non prevedere una reale bonifica per sanare un territorio da troppo tempo mortificato, martoriato e sottosviluppato sarebbe un’ulteriore dimostrazione di scollamento tra Autorità, politica e imprese e cittadini; una gravissima occasione sprecata per lo sviluppo e la crescita dell’Italia."



