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Nuove trivellazioni: contro Ministero e Global Med attendiamo il sindaco/capitano!

Due nuove concessioni ministeriali, evidenti violazioni di legge: 60 giorni per il ricorrere al Tar.

L'allarme lo ha lanciato il Coordinamento nazionale No Triv: il ministero dello sviluppo economico ha rilasciato due nuovi permessi di ricerca di idrocarburi in favore della società petrolifera statunitense GLOBAL MED LLC per cercare gas e petrolio nel Mar Ionio.

Il tratto di mare interessato dai nuovi permessi è quello antistante la costa crotonese.

I permessi che prescrivono alla società petrolifera di avviare le attività di prospezione entro 12 mesi e quelle di perforazione entro 60 mesi dalla comunicazione dei due provvedimenti eludono palesemente il divieto fissato dalla legge.

 

Nessuno, infatti, può beneficiare di un permesso di ricerca che sia relativo ad un'area (terraferma o mare) superiore a 750 kmq.

"I due permessi- spiega Enrico Gagliano del Coordinamento No Triv - invece, interessano due aree contigue pari rispettivamente a 748,6 kmq e 748,4 kmq. A nostro avviso- prosegue Gagliano- vi è un'evidente elusione della legge. Nessuno può beneficiare di un permesso di ricerca che sia relativo ad un'area (terraferma o mare) superiore a 750 kmq. I due permessi, invece, interessano due aree contigue pari rispettivamente a 748,6 kmq e 748,4 kmq."

Contro il provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale avanti al Tribunale Amministrativo Regionale Lazio, sede di Roma entro sessanta giorni dalla data della notificazione o della comunicazione dell’atto impugnato o da quando l’interessato ne abbia avuto piena conoscenza.

Nel caso delle due nuove autorizzazioni concesse dal Ministero pare evidente l'elusione del divieto di legge e la ripresa dei progetti di ricerca ed estrazione a fini produttivi di gas e petrolio è dovuto al rialzo del prezzo degli idrocarburi.

Fondamentale è quindi il fattore tempo, un eventuale ricorso al Tar e la conseguente sospensione dell'autorizzazione in attesa della definizione del giudizio potrebbero fingere da deterrente economico per la società petrolifera che potrebbe perdere la prospettiva di ricavo che in questa fase è forte a causa dell'innalzamento del costo degli idrocarburi. 

E' sufficiente che uno dei Comuni rivieraschi interessati dalle nuove autorizzazioni presenti ricorso al Tribunale amministrativo affinchè l'iter si blocchi.

Non si tratta di presentare osservazioni contro una tecnica, contro la ricerca di idrocarburi, ma piuttosto di far accertare l'illegittimità di un provvedimento ministeriale che attraverso un escamotage cerca di eludere una disposizione di legge che tutela ambiente e territorio.

L'appello è quindi al sindaco/capitano Pugliese affinchè si faccia promotore di questa azione che mira alla tutela del territorio, del mare e della legge.

Parimenti coinvolti e oberati da questa responsabilità si devono sentire il futuro presidente dell'Ente Provincia e l'assessore regionale all'Ambiente la crotonese Antonella Rizzo.

Il conto alla rovescia è iniziato: 55 giorni per dimostrare che il territorio ha una guida, che il territorio non è una preda inerme.

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